Zandvoort, le dune e l'ultimo trionfo di Lauda
Zandvoort, dove Niki Lauda conquistò la sua ultima vittoria: 41 anni dopo la Formula 1 saluta il circuito olandese
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Pubblicato il 28 agosto 2015, 16:53
Per un Kvyat che tocca il tema Parabolica, c’è un Ricciardo attento ad analizza il giro nel suo complesso e le caratteristiche d’assetto della monoposto: «Ci sono molti rettilinei sui quali poter prendere fiato, anche se può diventare un problema, non essendo una pista sulla quale puoi permetterti di perdere concentrazione.
Si arriva in staccata a velocità molto elevate e non devi bloccare o frenare troppo in anticipo, devi essere molto concentrato». Velocità massima, motricità in uscita dalle varianti ed efficacia in frenata sono tra i punti topici di Monza: «Da quanto hanno reso i cordoli troppo alti per le monoposto, la frenata è l’aspetto principale a Monza, è molto complesso affrontarla nel modo giusto. Arrivi alla prima chicane alla velocità più elevata di tutto l’anno e vai a frenare per la curva tra le più strette del mondiale con il minimo carico aerodinamico: la macchina inizia a scivolare perciò la giusta staccata è la chiave del giro».
Fabiano Polimeni

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