F1, Boullier e la pressione su Honda

Il motore evoluto non ha garantito il balzo in avanti delle prestazioni, si cerca un cambio di passo
F1, Boullier e la pressione su Honda

Pubblicato il 25 agosto 2015, 16:44

Non avessero annunciato per tempo l’introduzione in Belgio di una power unit aggiornata con il ricorso ai gettoni, probabilmente nessuno se ne sarebbe accorto, viste le prestazioni espresse in pista dalla McLaren Honda MP4-30. Ottimisticamente si puntava a “eguagliare” in potenza la power unit Ferrari, la realtà ha visto invece registrare velocità massime sul dritto del Kemmel molto lontane dalle due SF15-T, sotto i 300 orari senza scia e con un “primato” di appena 311 per Alonso nelle fasi iniziali di gara, quando si è ritrovato 14mo, in gruppo. A Monza le cose non andranno certo meglio, ma Boullier continua a professare fiducia e coltivare il rapporto con il motorista giapponese: «Siamo contenti con Honda e loro lo sono con noi, anche se non ci troviamo là dove vorremmo. Dobbiamo rispettare la loro cultura e le loro scelte. Hanno un programma e dobbiamo semplicemente assicurarci che il timing del motorista coincida con il nostro», spiega a Sky Sports UK. Si potrebbe leggere tra le righe il desiderio di tracciare un bilancio e richiedere un cambio di passo deciso,facendo leva sugli umori dei piloti (“imbarazzante” e “doloroso”, gli aggettivi ricorrenti nei commenti di Button e Alonso per definire il week end di Spa dopo il gran premio). «Non voglio che i piloti diventino frustrati e senza stimoli sulla sfida davanti. Siamo stati schietti con loro finora e se posso utilizzarli per mettere pressione nei posti giusti, allora servirà a perfezionare il timing», aggiunge Boullier. Boullier lo chiama timing, un modo elegante per sottolineare l’urgenza di interventi risolutivi sul fronte della potenza e dell’affidabilità. Fabiano Polimeni

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