8 luglio 1990: 100esima vittoria Ferrari, ma il protagonista fu Ivan Capelli
Al Paul Ricard la Ferrari celebra un traguardo storico con Alain Prost, mentre Ivan Capelli, porta la Leyton House a un passo da una della vittoria in Formula 1
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Pubblicato il 9 agosto 2015, 16:05
«Vi sono pressioni e frustrazioni - ammette Boullier - ma è indubbio che vogliamo lavorare assieme. Con l'eccezione solo di Ferrari e Mercedes, qualsiasi altro team in F1 sognerebbe di avere un partner come la Honda. Però il fatto è che in McLaren siamo impazienti e non ci piace l'attuale posizione in classifica. Noi vorremmo provare a vincere già domani, mentre loro pensano che la vittoria arriverà tra un po' di tempo. È una questione di tempistiche…».
Ovviamente un team di F1 come la McLaren ha esigenze commerciali e nei confronti degli sponsor. «Siamo un team di Formula Uno - ribadisce Boullier - e il nostro modello di business è basato sui successi. Dobbiamo essere fra i primi e non possiamo stare lontani troppo a lungo dalla vittoria. Alla Honda lo sanno, ma del resto loro hanno la propria "tabella di marcia" e i loro motivi per procedere in un certo modo, e noi dobbiamo accettarli e rispettarli. Ma allo stesso modo in Honda devono rispettare le nostre esigenze».
Oltre a questo, tuttavia, Boullier punta il dito su un fattore che ha ostacolato le possibilità di tornare al successo in tempi più brevi: la volontà di non assumere persone da altri team. «La Honda ha impostato un programma sul lungo termine, però partendo assolutamente da zero. Questo quando invece gli altri motoristi hanno impiegato tecnici già esperti della F1 odierna, quando si sono dedicati alle unità ibride. Al contrario, la maggioranza delle persone a Sakura (dove si trova il Dipartimento Ricerca e Sviluppo della Honda, ndr) non hanno né l'esperienza né la conoscenza di come sia l'attuale tecnologia in F1».
«Proprio perché sono partiti dal nulla, il processo da affrontare è lungo: prima devi acquisire la conoscenza, quindi l'esperienza, e poi organizzare l'operatività di conseguenza», e questo ovviamente causa un allungamento dei tempi che ha portato spesso a discussioni fra i responsabili di McLaren e di Honda. In ogni caso, quasi come in un matrimonio in cui vi possono essere dei dissapori ma non vi è alcuna intenzione di arrivare al divorzio, Boullier propone una soluzione simile per arrivare alla soluzione dei problemi: «L'unica cosa che dobbiamo fare è assicurarci che i canali di comunicazione siano abbastanza aperti, e che quindi ognuno stia ascoltando gli altri e possa regolarsi un po', in modo da aiutare o soddisfare le strategie di ciascuno».
Maurizio VoltiniLe notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
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