Sicuramente il contatto fra Rosberg e Ricciardo gli ha servito la seconda piazza su un piatto d'argento, ma non si può nemmeno dimenticare che in quel momento Daniil Kvyat stava recuperando sul terzetto di testa, da quale distava ormai non più di un paio di secondi. Dunque un risultato finale comunque meritato, quello in Ungheria: il migliore nella sua carriera (e per un pilota russo in generale). E che non è stato inficiato dalla penalizzazione di 10 secondi (e 2 punti sulla licenza) per aver superato Hamilton all'esterno della curva 4, nel senso che entrambi erano ben oltre la riga bianca di destra, insomma entrambi ben fuori pista: una sanzione un po' sproporzionata rispetto al fatto in sé, e del resto non è stata la sola. In ogni caso il suo distacco "ufficiale" di fine gara da Vettel è salito a 15"758 contro i 25"084 di Ricciardo, restando quindi 2°.
In ogni caso Kvyat è semplicemente entusiasta per come è finita: «Sono contentissimo per il risultato, è stato un fantastico "turn around" in una gara ricca di eventi. Durante il primo stint ho pensato che la gara fosse compromessa per le vibrazioni per via di uno spiattellamento, ma in seguito la macchina si è dimostrata molto competitiva e siamo riusciti a terminare in modo molto forte. Tutta la squadra merita questo doppio podio, tutti i ragazzi in fabbrica, perché tutti hanno continuato a spingere, e voglio ringraziare anche loro. Anch'io vorrei dedicare la mia gara a Jules e alla sua famiglia: abbiamo perso un ragazzo fantastico, i nostri cuori e pensieri sono con lui e con i suoi cari».
Maurizio Voltini
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