GP Ungheria, Verstappen punta in alto

Si sbilancia e prevede una delle migliori gare dell’anno per la Toro Rosso
GP Ungheria, Verstappen punta in alto

Pubblicato il 21 luglio 2015, 16:42

Non si nasconde Max Verstappen alla vigilia del Gran Premio d’Ungheria e fissa obiettivi alti per la Toro Rosso. Che possa essere un tracciato sul quale far bene rientra nella realtà delle cose, avendo dimostrato la Toro Rosso di avere un ottimo telaio nel misto veloce, quel settore che a Budapest è in realtà ben rappresentato, con una sequenza impegnativa di curve nel tratto centrale, dove poter fare il tempo. Nulla a che vedere con le Becketts di Silverstone, restano tuttavia cambi di direzione buoni per premiare le macchine più equilibrate e agili nei transitori. «Ho corso all’Hungaroring in Formula 3 ed è una pista Mickey Mouse. Penso che il circuito si addica alla nostra machina e sono ottimista, potremo lottare per un buon risultato. Potrebbe essere una delle migliori gare della stagione», pronostica. Molto dipenderà dalla qualifica al sabato, essendo ridotte al minimo le chance di sorpasso in gara. A Monaco seppe approfittare di una scelta strategica differenziata sul fronte gomme, fino all’incidente con la Lotus di Grosjean, a Budapest sarà cruciale gestire bene le coperture per lasciarsi più opzioni aperte durante la gara: «La qualifica sarà il momento chiave del week end, essendo difficile sorpassare in gara, ma come al solito farò del mio meglio e proverò a passare ogni volta che ci sarà l’occasione». In cerca di un buon risultato è anche Carlos Sainz. E lo spagnolo sottolinea un’altra sfida dell’Hungaroring: lo stress fisico per il pilota. Continui cambi di direzione, mai un attimo di respiro, uniti a un caldo torrido: la preparazione atletica sarà messa a dura prova. «Le temperature ambientali e dell’asfalto molto elevate fanno del gran premio una sfida anche fisica, perciò mi sono allenato duramente in condizioni calde. La pista è divertente, stretta e tortuosa, dà poco spazio per tirare il fiato sul giro, mancando veri rettilinei». Fabiano Polimeni

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