Si è conclusa nel modo peggiore la battaglia che Jules Bianchi ha condotto dal giorno del suo incidente a Suzuka circa 9 mesi fa, cioè lo scorso 5 ottobre, nel corso del GP F1 del Giappone. La famiglia ha dato notizia questa notte del suo decesso, avvenuto venerdì sera presso l'ospedale dell'Università di Nizza dove era ricoverato in coma.
«Jules ha combattuto fino alla fine, come ha sempre fatto, ma ieri la sua battaglia si è conclusa», hanno dichiarato i genitori Christine e Philippe, con il fratello Tom e la sorella Melanie.
«La nostra è una pena immensa e indescrivibile. - ha proseguito la famiglia Bianchi - Ringraziamo il personale medico dell'Ospedale dell'Università di Nizza, che lo ha trattato con amore e dedizione. Ringraziamo anche il personale del Mie General Medical Center in Giappone, che ha preso in cura Jules subito dopo l'incidente, così come tutti gli altri medici coinvolti nella lotta portata avanti negli ultimi mesi».
«Vogliamo inoltre ringraziare i colleghi di Jules, i suoi amici, i suoi sostenitori e tutti coloro che hanno dimostrato il loro affetto in questo periodo. Ci hanno dato la forza per resistere in questi momenti terribili. Ascoltare e leggere i loro numerosi messaggi ci ha mostrato come Jules avesse suscitato un profondo affetto in così tante persone in tutto il mondo».
«Ora vi chiediamo di rispettare la nostra privacy in questo momento molto difficile, in cui cerchiamo di affrontare la perdita di Jules», ha concluso la famiglia del 25enne pilota francese. La redazione di Autosprint si unisce al dolore della famiglia Bianchi e al cordoglio di quanti sono vicini.
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