Punta il dito contro gomme e fuel saving, Christian Horner. A dire del team principal Red Bull due elementi che uccidono lo spettacolo. Nello specifico a Montreal si è confermato come manchi qualsiasi imprevedibilità quando la gara tatticamente viene impostata per una sola sosta: «Gare con un solo pit-stop non sono un bene per la Formula 1. Servono due o tre pit, è importante. Sfortunatamente le gomme che abbiamo sono troppo conservative».
Sul tema, nel corso del week end in Canada, si era pronunciato anche Paul Hembery, ammettendo come, con una gamma composta da sole quattro mescole, sia problematico trovare quella che si adatti perfettamente a ogni circuito. «Un paio di anni fa avevamo più carico aerodinamico a stressare le gomme. Se pensiamo a Silverstone 2013 (la gara in cui esplosero le gomme su diverse monoposto; ndr), la Pirelli era andata un po’ troppo oltre ma la reazione ha portato ad avere una gomma decisamente conservativa», dice Horner.
Guardando indietro alle prime sette gare della stagione, solo in Malesia si è sperimentata, di fatto, quell’incertezza e la possibilità di giocare con le strategie, variando tra un diverso numero di soste e, non a caso, il gran premio ha regalato diversi spunti di interesse.
«Le modifiche apportate durante l’inverno hanno fatto sì che siano andati nuovamente su un versante conservativo, mentre quelle dell’anno scorso erano il giusto equilibrio per degrado e strategie», riporta Autosport. C’è un’altra critica nell’analisi di Horner, strettamente collegata a ben vedere alle caratteristiche del circuito di Montreal, probabilmente da considerare un caso “isolato” per la severità sui consumi: «Fare lift and coast non fa parte di una gara sprint, non è il messaggio che la Formula 1 dovrebbe trasmettere. Io accorcerei le gare di 5 giri o quanto sia, oppure aumenterei la quantità di benzina a disposizione: devono essere gare sprint, nelle quali andare al massimo dall'inizio alla fine».
Fabiano Polimeni
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