La classifica del mondiale piloti dice 40 a 12. E’ il parziale dopo due set della partita
Vettel-Raikkonen, sfida che in realtà ha contorni meno netti e pessimistici per il finlandese di quanto non dica la matematica. Un 2014 corso nell’ombra, a lottare con una monoposto lontana dalle sue esigenze. Altra cosa la
SF15-T, e quanto sia a proprio agio lo si è visto nel Gran premio d’Australia prima e in quello di Malesia poi, al netto di due episodi che ne hanno limitato le prestazioni. Si può parlare di un
Kimi che subisce Vettel? Affatto. E dello stesso parare è il manager
Steve Robertson.
«Credo fermamente che Kimi e Sebastian siano molto vicini, sullo stesso piano prestazionale. La cosa più importante è che Kimi sia molto contento della macchina, il pacchetto complessivamente è decisamente più forte di quello dello scorso anno», ha dichiarato al giornale finlandese Turun Sanomat.
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E sono i numeri a dire come non ci sia alcuna inferiorità tecnica al momento.
A Melbourne ha girato più forte di Vettel in gara, mentre a Sepang ha rimediato circa mezzo secondo nel confronto tra i giri più veloci alla domenica, inevitabilmente figli di situazioni diverse, con
Raikkonen perennemente invischiato nel traffico e la rimonta dal fondo da realizzare, mentre
Seb conduceva la gara in testa. Certo, uno scenario nel quale si è indirettamente cacciato dopo la
disattenzione in qualifica e il giro perso dietro Ericsson in Q2.
Non va dimenticato, a supporto del finlandese, come i riferimenti nei long run al venerdì lo abbiano sempre visto eccellere, e in merito
Robertson aggiunge:
«Molti avversari hanno prestato attenzione al potenziale che ha messo in mostra al venerdì». Adesso deve rispondere con una prova perfetta, un week end senza incertezze nei momenti clou e assistito dalla buona sorte, per rimettere in parità un match che, numeri alla mano, è iniziato male.
f.p.