Williams, Smedley lancia l’allarme: pacchetto da sviluppare

Gestione delle gomme, velocità, cambi gomme e prestazioni sul bagnato le aree su cui intervenire
Williams, Smedley lancia l’allarme: pacchetto da sviluppare

Pubblicato il 31 marzo 2015, 12:16

Quinti e sesti, con una battaglia finale che non è piaciuta troppo a Massa. Se c’è un team che a Sepang è uscito ridimensionato nelle sue velleità, quello è la Williams. Beninteso, una battuta “a vuoto” – se così può definirsi un buon arrivo a punti – può starci, ma è il modo in cui è maturata che fa suonare un campanello d’allarme a Grove. Seconda forza del mondiale, il ruolo di anti-Mercedes da contendere alla Ferrari, così aspettavamo la FW37 a Melbourne, ma si è visto subito che la rossa ne ha di più. A confermarlo dopo il Gran premio di Malesia è anche Rob Smedley: «Abbiamo bisogno di sviluppare l’intero pacchetto dal fondo. Dobbiamo continuare a spingere ed esser sicuri di progredire a un ritmo più veloce della Ferrari». Oltre al passo gara mai competitivo, sin dal venerdì, la Williams non ha risolto le criticità 2014 sul bagnato, legate a una monoposto in deficit di carico aerodinamico, dettaglio che Pat Symonds aveva messo tra le aree di intervento principali nel nuovo progetto. «C’è un pacchetto in deficit di velocità sia rispetto alla Mercedes che alla Ferrari, dobbiamo lavorare per migliorare, al contempo dobbiamo guardare alla gestione delle gomme, perché se non siamo stati i peggiori nel loro utilizzo, sicuramente non siamo i migliori», aggiunge Smedley. Quella caratteristica di macchina non aggressiva sulle Pirelli manifestata lo scorso anno è andata persa? O è un episodio figlio delle temperature estreme di Sepang? Un’altra criticità è poi nel box, con pitstop che in Malesia hanno rallentato Massa, facendogli perdere 2” nel confronto diretto con Bottas, tanto da portare il brasiliano a identificare l’errore nella sosta come la causa del quinto posto sfumato (all’ultimo giro). «C’è del lavoro da fare, migliorare i pitstop perché ne facciamo alcuni buoni ma poi altri lenti. La cosa positiva è che si tratta di due problemi che non avevamo incontrato prima, uno relativo all’uscita delle gomme dalle termocoperte durante il doppio pit - quindi un aspetto procedurale - il secondo con Felipe, a causa del cavalletto posteriore che non si è inserito correttamente nella struttura d’impatto e non siamo riusciti a liberare la macchina». f.p.

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