Ricciardo rassegnato: niente podio

Red Bull in difficoltà, l’austrialiano già contento di essere solo nei top ten. Il 2014 sarà irripetibile
Ricciardo rassegnato: niente podio

Pubblicato il 14 marzo 2015, 12:30

La Red Bull strepitosa degli ultimi anni è soltanto un ricordo. Questa RB11 ha soltanto il nome della macchina quattro volte campione del mondo fra il 2010 e il 2013. Nel week end i due piloti, Ricciardo e Kvyat, sono stati bersagliati da problemi: Daniel ha perso una sessione intera, le libere-2 per cambio di motore, Daniil ha subito un principio di incendio nelle libere e ha perso molti minuti anche lui. E nei test era andato ancor peggio, con musetti rotti, telai che non superavano i crash test. Alla fine uno si è qualificato nella top ten, Ricciardo (settimo), mentre Kvyat è finito soltanto 13° . Ma quel che è peggio quasi battuti dalla cugina Toro Rosso, che ha finito 8° e 12°. E quel che è più triste, la RB11 è risultata ben 2 secondi netti più lenta della Mercedes in pole. Ricciardo la prende con filosofia e con il suo solito sorriso. “Un settimo posto non è strepitoso, ma considerando i problemi del week end è un buon risultato per le qualifiche”. Il divario lo attribuisce alla mancanza di messa a punto: “Mi aspettavo di essere più vicino a Ferrari e Williams ma abbiamo avuto tanti problemi nel week end e finire 3 decimi dietro la Williams di Bottas, considerando quello che ho passato, va bene”. Già, peccato che la Williams veloce sia quell’altra, quella di Massa avanti ben 6 decimi rispetto da lui. Anche nel 2014 Ricciardo e la Red Bull uscivano da test disastrosi, anche peggio di quest’anno, però in corsa riuscirono a salire sul podio con un eccezionale secondo posto (poi fu squalificato per la questione del flussometro). Però Ricciardo difficilmente riuscirà a ripetere quell’exploit. “Il podio? Niente è impossibile, ma credo proprio sia un obiettivo troppo ottimistico. Fare meglio di settimo delle prove sarebbe già perfetto come obiettivo”. Uno dei probemi di questa Red Bull, secondo Villeneuve, è che la macchina è troppo nervosa da guidare. “Si vede da come va in pista - dice Jacques - ha un assetto troppo picchiato, cioé rialzato da terra dietro, cosa che sulle F1 aspirate di anni fa era il loro segreto per andare forte, ma con i cambiamenti aerodinamici e queste power unit complessivamente più pesanti, sbilanciano la macchina”. Alberto Sabbatini [conti_gallery id="26708”]

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Hamilton impressionato dalla crescita e affidabilità Ferrari fa la conta delle batterie Mercedes

La rincorsa su Mercedes continua e servirà crescere ancora nelle prestazioni per reggere la corsa all titolo. Lewis tiene d'occhio i limiti di affidabilità della W17

8 luglio 1990: 100esima vittoria Ferrari, ma il protagonista fu Ivan Capelli

Al Paul Ricard la Ferrari celebra un traguardo storico con Alain Prost, mentre Ivan Capelli, porta la Leyton House a un passo da una della vittoria in Formula 1