Allison: "Meglio continuare con la pull-rod"

Il DT della Ferrari spiega alcuni indirizzi tecnici adottati sulla SF15-T, come la sospensione anteriore dello stesso tipo dell'anno scorso
Allison: "Meglio continuare con la pull-rod"

Pubblicato il 30 gennaio 2015, 15:33

Naturalmente molte curiosità relative alla nuova Ferrari SF15-T vertono sugli aspetti tecnici, e così il direttore tecnico James Allison (il secondo da sinistra nella foto dopo Mattia Binotto) ci spiega alcuni indirizzi adottati: «Per iniziare, sulla monoposto 2015 abbiamo voluto risolvere quei punti deboli più evidenti su quella del 2014, perché è chiaro che l'anno scorso avevamo una differenza rispetto agli avversari che non potevamo più accettare». Uno dei pensieri va dunque alla sospensione anteriore pull-rod, che era risultata piuttosto indigesta soprattutto a Raikkonen, ma Allison difende questa scelta anche per la prossima stagione: «Entrambi gli schemi push-rod e pull-rod hanno vatnaggi e svantaggi. In particolare la sospensione a tirante è tendenzialmente più difficile da rendere leggera e robusta, ma è più facile ottenere vantaggi aerodinamici da questa. Ma alla fine non abbiamo ritenuto fosse un'area della vettura che desse davvero problemi, l'anno scorso, per cui valesse la pena lavorarci. Non dimentichiamo che ogni anno bisogna stabilire quali sono le aree della monoposto su cui è meglio indirizzare gli sforzi per migliorare, e sono decisioni che vanno prese attentamente perché non abbiamo infinite risorse. Questo significa che quando decidi di lavorare su una certa parte della macchina, in definitiva hai deciso contemporaneamente di non lavorare su un'altra parte». Insomma, bisogna stabilire quali sono i punti di una monoposto sui quali si pensa sia conveniente lavorare per ottenere i maggiori miglioramenti. E molto del tempo in fase di progettazione è stato investito invece al retrotreno, che appare snellito rispetto al 2014: «La differenza maggiore è stata come siamo riusciti a rendere il corpo macchina più stretto, specialmente per tutto quanto sta sotto la pelle, e non riguarda solo lo sviluppo in galleria del vento. Abbiamo anche puntato a sviluppare radiatori più efficienti», conclude Allison. Maurizio Voltini

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