Sembra una storia di spionaggio, invece è una vicenda dai toni tristi quella che ha visto sfortunata protagonista la Red Bull. All’inizio di dicembre un gruppo di tre persone aveva sfondato l’ingresso della sede di Milton Keynes, per accedere alla bacheca dove erano esposti i numerosi trofei conquistati dal team Red Bull di Formula Uno.
I ladri avevano sottratto più di sessanta oggetti, pensando probabilmente di aver fatto un buon colpo. Avranno poi realizzato che si tratta per lo più di materiali non preziosi, e soprattutto impossibili da rivendere senza essere identificati. La polizia di Milton Keynes ha rintracciato ieri una parte della refurtiva, in un lago nella zona di Horsehoe Sandhurst, a circa cento chilometri dalla sede Red Bull.
«E’ una bella notizia l’essere riusciti a tornare in possesso di una parte dei nostri trofei - ha commentato il team principal Christian Horner – il luogo di ritrovamento e i danni riportati da molti oggetti dimostrano quanto sia stato insensato questo crimine. Per noi queste coppe hanno un grande significato, ma il loro valore intrinseco è basso, senza considerare i danni causati alla sede aziendale. Speriamo comunque di poter riavere nella nostra sede tutti i nostri trofei, e cercheremo di ottenere delle repliche di quelli che non sarà possibile recuperare».Roberto Chinchero
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