Chi è Maurizio Arrivabene

Diciassette anni in Philip Morris, ma soprattutto una lunga militanza nell’orbita Ferrari seguendo in prima persona la Scuderia
Chi è Maurizio Arrivabene

Pubblicato il 24 novembre 2014, 15:44

Per Maurizio Arrivabene la nomina a direttore generale della GES (nonché Team Principal della Scuderia Ferrari) sarà un nuovo punto da cui osservare un mondo che conosce già. Nel box del Cavallino l’ex uomo di punta della Philip Morris vi ha trascorso molto tempo, vedendo passare piloti, responsabili tecnici, team manager ed anche presidenti. Ha respirato l’aria di Maranello nelle giornate da incorniciare e nei momenti difficili, come quello attuale. La banca dati, insomma, Arrivabene ce l’ha. Ma qualcosa cambierà, perché da oggi si tratterà di cambiare la prospettiva, di essere ancora nello stesso box ma con un compito e con delle responsabilità differenti. Ma chi è Maurizio Arrivabene? Nel 1997 è approdato in Philip Morris dopo una carriera ventennale in Italia e all’estero dedicata al marketing ed alle attività promozionali. In Philip Morris Arrivabene ha ricoperto diversi incarichi con crescenti responsabilità fino a diventare nel 2007 “Vice President of Marlboro Global Communication & Promotions”. Dal 2012 è membro indipendente del board della Juventus FC. Durante i suoi anni in Philip Morris, Arrivabene ha sempre seguito in prima persona la partnership con la Ferrari, sia a Maranello sia sui circuiti nel mondo. Dal 2010 è inoltre membro della F1 Commission in rappresentanza di tutte le aziende sponsor della Formula 1. «Abbiamo deciso di nominare Maurizio Arrivabene – ha commentato il Presidente della Ferrari Sergio Marchionne - perché in questo momento storico della Scuderia e della F1 abbiamo bisogno di una persona che conosca a fondo non solo la Ferrari ma anche i meccanismi di governance e i bisogni di questo sport. Maurizio ha un patrimonio di conoscenze unico, perché da anni è stato veramente vicino alla Scuderia e, come membro della F1 Commission, ha ben chiaro le sfide che ci attendono. È stato una fonte costante di idee innovative volte al rinnovamento della Formula Uno. Estremamente importante è l’esperienza manageriale che ha maturato fino ad oggi in un mercato complesso e fortemente normato, un’esperienza che lo aiuterà a gestire e motivare la squadra. Sono felice di aver acquisito la sua leadership per le nostre attività sportive”. Roberto Chinchero

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