Se per Sebastian Vettel non c'è stato molto da dire, al termine delle prove del venerdì, se non che il 5° tempo dietro anche a Bottas e Button (e non solo alle Mercedes) non lo soddisfa, ben diversa è la situazione alla Red Bull per Daniel Ricciardo. In questa occasione l'australiano è stato autore di uno dei pochi veri errori "gravi" mostrati finora, se non l'unico. Lui ammette di avere sbagliato e racconta cosa è effettivamente successo: «Ho fatto un errore nella seconda sessione. Avevo già fatto un giro veloce, poi ci sono state delle bandiere gialle (dovute al primo stop di Vergne in pista, ndr) quando già stavo facendo raffreddare le gomme per lanciarmi di nuovo. Ma credo di averle fatte raffreddare troppo, e così quando stavo iniziando l'altro giro veloce e sono andato giù con l'acceleratore, ho perso la macchina. Naturalmente non era ciò che volevo accadesse nei primi 10 minuti della seconda sessione, ma imparerò da questo. Non è certo ideale aver perso il turno del pomeriggio, ma Sebastian ha completato la sessione per cui saremo in grado di avere qualcosa dai suoi dati. Oggi le Mercedes sono state davvero veloci: pensavamo di essere lì, invece hanno aumentato il distacco. Ma credo che saremo in grado di arrivare terzi in griglia».
Nella curva 18, che normalmente si fa in piena accelerazione uscendo dalla lenta chicane precedente, Ricciardo ha perso leggermente trazione, con un piccolo sovrasterzo. Sufficiente però, nonostante la tempestiva correzione, a portarlo fuori traiettoria. Sullo sporco è partito anche l'avantreno e la macchina è andata inguidabile (e rallentando pochissimo nonostante le ruote bloccate in una frenata disperata) contro le barriere. Un errore piccolo ma dalle conseguenze notevoli, visto che nell'impatto si è strappata la sospensione anteriore sinistra, oltre a danneggiare il musetto. Comunque il pilota non si è fatto nulla e non dovrebbero esserci problemi a ripristinare la monoposto per le prove di domani.
Maurizio Voltini
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