Rosberg, rotto il cablaggio del volante

5 rotture su 28 gare cominciano ad essere tante. Per Mercedes è ormai crisi-affidabilità
Rosberg, rotto il cablaggio del volante

Pubblicato il 22 settembre 2014, 12:14

Dal nostro inviato a Marina Bay (Singapore): Alberto Antonini Quattordici gare, 28 risultati da conteggiare, cinque ritiri. Vale la pena ricordare che il Mercedes, inteso nella vecchia accezione di motore a scoppio, non si è mai rotto davvero. Tutto il resto però sì: dal cappuccio della candela (Australia), al recupero di energia (Canada), passando per il cambio (Gran Bretagna). Per finire al guasto che domenica scorsa ha inchiodato Rosberg al ruolo di goffo comprimario, incapace persino di superare Caterham e Marussia, dopo essere partito dalla corsia box. Il volante di una F.1, oggi, non serve solo a sterzare, o a inviare e visualizzare comandi. È una vera e propria centrale operativa, attraverso la quale passa tutta la linfa vitale che muove la monoposto. Può capitare che qualche contatto non funzioni correttamente, ma di solito è un problema circoscritto al volante stesso, che si risolve con la sostituzione. Nico Rosberg domenica ne ha cambiati tre: prima della gara e poi durante la sosta ai box. Ma non è servito a niente, perché il falso contatto si era verificato nel cablaggio che corre lungo il piantone dello sterzo. «Uscito dalla corsia box, riuscivo solo a cambiare di marcia. Non andava la radio, che poi è tornata a funzionare, non avevo Drs e anche la potenza del motore ibrido era ridotta». Il ritiro ufficiale è arrivato al tredicesimo giro, ma Nico in realtà non è mai stato in gara. «Adesso abbiamo bisogno di verificare quello che è successo, perché quest’anno il nostro problema è proprio l’affidabilità». L’aveva già detto, Nico, in tempi non sospetti. E per una volta trova eco nel compagno di squadra: «Mi sa che in questo campo gli altri stiano iniziando a essere più forti di noi». Non c’è dubbio che il progetto Mercedes abbia privilegiato le prestazioni sull’affidabilità. Ma è anche vero che non c’è “un” problema specifico. Nessuno è perfetto, neppure Mercedes. È una carenza che ormai non aiuterà gli avversari. Ma che può pesare, e tanto, nella lotta fra Rosberg e Hamilton, da qui a Yas Marina.

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