Ferrari, sfida con la Williams

Le dichiarazioni di Alonso prima della gara di Singapore in cui ci si prepara a recuperare la posizione nella classifica Costruttori
Ferrari, sfida con la Williams

Pubblicato il 18 settembre 2014, 16:50

Dal nostro inviato a Marina Bay (Singapore): Alberto Antonini È già buio pesto quando i meccanici Ferrari si dispongono in corsia box per le abituali prove di cambio gomme. Davanti a tutti, maglietta rossa e sguardo attento, c’è Marco Mattiacci. Consapevole delle tante responsabiità che il cambio di presidenza comporterà anche per lui. Sergio Marchionne, che dal 13 ottobre diventerà presidente del Cavallino, gli ha dato piena fiducia. Una fiducia che deve concretizzarsi nei fatti e non riguarda solo la gestione in pista. Si parla di mercato, a Marina Bay, e Fernando Alonso fa come certi politici: se la prende con stampa e tv. “Siete voi che mettete in giro voci destabilizzanti”. E “dispiace vedere che certe voci arrivano dall’Italia”. Ipotesi di complotto? Piuttosto, un segnale di nervosismo. Se Nando fosse proprio tranquillo, quello che riportano i media gli scivolerebbe addosso, come è successo in passato. Ribadisce che il cambio al vertice non cambia niente per il suo futuro in Ferrari, segnala: “Mi sono già incontrato con Sergio” (intendendo Marchionne: pronunciato perfettamente, non alla spagnola) e abbiamo un buon rapporto da tanti anni, lui viene spesso a Monza, negli Usa e a volte anche in Canada. A Maranello ha ripetuto la stessa cosa: di essere pronto per la sfidda”. Si riferisce ai prossimi mondiali, o alla sua sfida personale? È vero che un nuovo presidente non cambia le clausole di un contratto, ma forse sono le voci su Vettel a dargli fastidio. Anche perché Seb richiama “il grande rapporto che mi lega a Red Bull”, ma non dà un stop deciso alle voci. Non parliamo, attenzione, di scambio: la voce di Sky tv, su questo, è stata distorta e mal riportata. Parliamo invece del fatto che a Maranello stiano preparandosi se dovessero esserci novità. La Ferrari intanto si prepara a una gara che ha un solo obiettivo: dare qualche colpo nell’incontro di boxe con la Williams, cercare almeno di riportarsi sotto ai punti. Ne mancano 15 per il pareggio, forse troppi perché la F14 T possa farcela da sola. Ma in Williams ammettono le loro debolezze, non hanno la monoposto migliore per le piste di curve lente e trazione come questa, e il display piccolo sarà un handicap in più nel primo Gp senza comunicazioni radio di natura “tecnica”. L’anno scorso Fernando riuscì a essere il primo alle spalle di Seb Vettel, sia pure a più di mezzo minuto. Adesso gli basterebbe stare davanti a Massa e Bottas.

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