Fino a ieri, Adrian Newey e Sebastian Vettel erano le stelle della squadra Red Bull di Formula 1. Quest’anno invece sono forse diventate un po’ opache: il responsabile tecnico per aver dichiarato la sua volontà di alleggerire il suo impegno con la massima Formula; il pilota tedesco perché per ora surclassato dal giovane e sorridente compagno di squadra, Daniel Ricciardo. A mettere un po’ di chiarezza, a fare un punto della situazione attuale per i due personaggi così fondamentali nella sua squadra, ci pensa però Chris Horner.«Non è un segreto che Adrian volesse alleggerire un po’ il suo impegno - spiega Horner - ma non per questo ci metteremo alla ricerca di un nuovo direttore tecnico. Sarà sempre molto coinvolto con le scelte tecniche, nell’aiutarci a scegliere una direzione nel progetto e nello sviluppo. Inoltre abbiamo un gruppo tecnico molto forte», aggiunge riferendosi a Rob Marshall, Dan Fallows e Paul Monaghan, rispettivamente capo designer, responsabile aerodinamico e capo ingegnere (con Fallows che era stato contattato recentemente dalla McLaren).
«Questo ci permetterà di far avanzare e valorizzare le persone che lavorano alle spalle di Adrian - prosegue Horner - dando loro maggiori responsabilità. Sapevamo di questa volontà di “rallentare” e ci siamo preparati al meglio, adattandoci alla situazione in un modo per cui se ne avvantaggeranno tutti. Anche lui, che comunque non scomparirà dalla F1 e anzi sarà sempre coinvolto in una certa percentuale».
Newey aveva infatti espresso la volontà di potersi dedicare, a partire dal prossimo anno, anche ad altri progetti al di fuori delle monoposto (si è parlato anche del prototipo Porsche del mondiale endurance) forse un po’ stressato dall’impegno richiesto dalla F1.
Un discorso simile viene fatto anche per Seb Vettel:«Quando combatti per il titolo per cinque anni, questo ti “usura” un po’ - spiega infatti Horner relativamente al calo di prestazioni del pilota tedesco - ma non è tutto qui. Il modo in cui Seb otteneva quei decimi extra dalla monoposto degli anni scorsi, era del tutto particolare. In più è molto sensibile al comportamento della macchina, soprattutto in frenata, e con i nuovi sistemi (si riferisce in particolare al brake-by-wire, ndr) ha perso il suo feeling di guida. La scarsa guidabilità delle ultime monoposto non gli ha nemmeno permesso di preservare i pneumatici come faceva di solito. E non dimentichiamoci i tanti problemi tecnici che hanno colpito la sua macchina: spesso piccolezze, che però gli hanno tolto continuità e gli hanno fatto perdere tempo nel processo di adattamento al nuovo stile di guida richiesto».
Spiegando anche come Vettel guidasse “come una ballerina” per il suo modo di “danzare” fra i pedali di acceleratore e freno, Horner conclude comunque in modo ottimistico: «In ogni caso le ultime gare, specialmente quella in Ungheria, dimostrano come Sebastian stia recuperando il giusto feeling con la macchina».Maurizio Voltini
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading
Wolff e l'occhio lungo: "Ecco cosa ci convinse a puntare su Antonelli"
Passato da Maranello, ma scartato perché ancora acerbo di esperienza, Andrea Kimi ha trovato l'occasione della vita nella Mercedes
Guerra Iran-USA: si allontana il recupero del Bahrain, dubbi su Qatar e Abu Dhabi
L'imprevedibilità del conflitto incide anche sul calendario di F1, pronta con un piano B per il finale di stagione se Qatar e Abu Dhabi dovessero essere a rischio
Insieme per passione
Abbonati all’edizione digitale e leggi la rivista, gli arretrati e i contenuti multimediali su tutti i tuoi dispositivi.