Analisi qualifiche: usato il bottone

Per le Mercedes è stata più dura del solito. Bravo Vettel, ma per la gara occhio alle Williams
Analisi qualifiche: usato il bottone

Pubblicato il 8 giugno 2014, 00:31

dal nostro inviato a Montreal: Alberto Antonini È sempre Mercedes, e su una pista così c’erano pochi dubbi. Ma rispetto al tipo di pista, stavolta è stata sorprendentemente dura. Contro le Williams nelle fasi iniziali, almeno finché Hamilton e Rosberg non hanno usato profusamente il “bottone magico” che dona un surplus di potenza (lo stesso usato in gara da Nico In Bahrain e da Lewis in Spagna, contro il volere del team). Ma anche contro Vettel nel Q3. Sebastian è staccato “solo “ di sette decimi dalla pole di Rosberg, nonostante la Red Bull paghi al duo d’argento circa nove chilometri all’ora nel rilevamento in rettilineo. Vettel infatti il suo “miracolo” lo costruisce nel secondo settore, in pratica una doppia esse, dove riesce a essere secondo solo a Nico. Nello stesso punto invece, fra le curve 8 e 9, Hamilton ha perso le speranze per la pole. Incredibile che, con il vantaggio che ha di motore la Williams non sia riuscita a battere il campione del mondo nelle qualifiche; comunque Bottas e anche Massa sono ben piazzati per la gara, in condizioni di passare Vettel in rettilineo e anche di batterlo sul passo gara, visti i bassi consumi della FW36. Sprofonda invece la Ferrari, con Alonso relegato al settimo posto e Raikkonen in fondo alla Q3 dalla mancanza di gomme fresche, visto che aveva il solo treno extra di super soft per la fase finale. Come ha riconosciuto Alonso, i segnali incoraggianti delle prove libere sono soprattutto dovuti a programmi diversi da quelli degli altri, “con meno benzina e assetti differenti”. In sintesi: si lavora di più per la qualifica solo che poi la qualifica va quasi sempre peggio della gara. Perché?

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