Dal nostro inviato a Jerez: Alberto Antonini
Questa stagione F.1 2014 ha già i suoi protagonisti: sono i “maratoneti” che nella prima sessione di test, a Jerez la settimana scorsa,
hanno percorso più chilometri. Diciamo subito che i nuovi motori V6 e la tecnologia doppio ibrido hanno imposto un
prezzo pesante sulla percorrenza. Nel 2013 le varie squadre avevano coperto complessivamente
3531 giri (pari a
15.634 Km) del piccolo circuito spagnolo. La settimana scorsa siamo arrivati
appena a 6.509 km, pari a
1470 giri. Molti dei quali semplici “out-in” di controllo fuori dai box.
Il dato è anche più impressionante se si considera che metà di questa distanza è stata coperta da
sole tre squadre: Mercedes (309 giri, 1368 Km),
Ferrari (252 giri, 1111 Km) e
McLaren (245 giri, 1084 Km) nell’ordine. Non è neppure un caso che, a parte la
Marussia che ha esordito soltanto alla fine del penultimo giorno, le ultime siano tutte squadre motorizzate
Renault. La
Caterham è arrivata a 336 Km, la
Toro Rosso a 239, la
Red Bull chiude la classifica con soli 21 giri. Pari a 92 chilometri.
Non era mai successo che, quando la squadra di Newey si presentava alla prima sessione dell’anno, facesse così poca strada.
Kamui Kobayashi, alla fine della sua giornata di prove,
era stremato. Ha lamentato la difficoltà di guidare con
vibrazioni così forti nell’abitacolo. È vero che tornava alla F.1 dopo un anno di assenza, ma proprio le vibrazioni sembrano essere
una delle cause della débacle dei motori francesi.
Un motore 6 cilindri a V è meno bilanciato di un V8. Ma gli altri giravano con molti meno problemi dei Renault. E il fatto che
molte avarie, compreso il
surriscaldamento della carrozzeria e gli
allarmi di temperatura, si siano verificati appena fuori dai box, deve far riflettere. Non è solo la scarsità di raffreddamento a causare i guasti Renault (a batteria, turbo, e altre componenti).
Tutto partirebbe dalla gestione elettronica. Per questo adesso a Viry si lavora al banco.
Il fatto “positivo” è che stavolta nessuno si è lamentato delle gomme. Pirelli aveva portato anche una mescola
“da inverno”, la winter, per le basse temperature. Ma con medie sul giro così basse e i piloti che ancora
faticano ad accelerare fuori dalle curve, ogni treno di pneumatici poteva durare tantissimo. C’è chi è riuscito a
fare addirittura 10 giri con la super-soft, che a Jerez di solito faticava a chiudere un passaggio; mentre la
intermedia da bagnato, su pista che si andava asciugando, invece di distruggersi è durata fino a 26 giri...
Nel grafico sotto, i Km percorsi dai vari team a Jerez nei 4 giorni di test
