dal nostro inviato a Jerez: Alberto Antonini
La Renault non si nasconde. Visti i problemi su tutte le vetture che equipaggia, ma in particolare sulla Red Bull, il responsabile tecnico Rob White è intervenuto per spiegare i guasti.
«Non c’è una sola causa, non si è rotta una sola cosa. Principalmente si tratta di problemi sul controllo e l’azionamento dei vari sotto-sistemi. Per esempio: il primo giorno abbiamo avuto guai con un sotto-sistema, nel comparto recupero di energia, che non riguarda direttamente né la batteria né il suo funzionamento: è una componente elettronica alloggiata dove si trova anche il recupero».
«In seguito abbiamo avuto noie con il turbo e il controllo della pressione di sovralimentazione. Questo ha avuto ripercussioni sui sistemi di gestione e ha provocato cedimenti meccanici».
A Jerez non c’è stato modo di intervenire in modo definitivo: «Nei primi due giorni, con l’aiuto di Red Bull, abbiamo installato un altro livello di hardware per rimediare al problema con il recupero di energia. Al terzo giorno, identificata la causa probabile del problema al turbo, abbiamo introdotto piccole modifiche per avere un minimo di base di lavoro».
Contemporaneamente, nella sede di Viry venivano svolte prove al banco. Ma è lo stesso White a riassumere così: «Ora sappiamo che la differenza fra il banco e la pista è maggiore di quanto ci aspettassimo».
Il che rafforza il sospetto che siano le vibrazioni del V6 “Energy F1” e l’installazione in vettura a creare i più grossi problemi.
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