L’ha voluta lui, Jean Todt. Contro tutto e contro tutti, il neo-riconfermato presidente della Fia ha deciso la nuova formula di motori “ecologici”. Adesso che l’Assemblea Generale della federazione lo ha rieletto per altri 4 anni di mandato, il 67enne di Pierrefort dovrà verificare la bontà delle sue scelte.
La riconferma era scontata dopo che l’unica parvenza di rivale alle elezioni, l’inglese David Ward, aveva ritirato la sua candidatura. Del resto le grandi squadre della F.1 avevano subito messo in chiaro che la loro scelta sarebbe caduta comunque su Todt.
L’ex direttore e a.d. della Ferrari Corse si trova così all’alba di un nuovo mandato che “traghetterà” l’automobilismo in una nuova era, caratterizzata dall’impiego generalizzato dei propulsori ibridi. Una scelta coraggiosa, perché in controtendenza con la crisi economica globale. Lo sviluppo e la realizzazione dei V6 turbo combinati con la doppia propulsione elettrica costa ai marchi impegnati (Ferrari, Renault, Mercedes e presto Honda) qualcosa come 90-100 milioni per il primo anno.
Bernie Ecclestone ha già criticato aspramente la “Formula Todt”; studiata per ridurre i consumi di carburante del 30 per cento mantenendo, sulla carta, le stesse prestazioni: «È una cosa stupida». Tra il presidente Fia e il capo della Fom ci sono state più volte scintille. Fra pochi mesi sapremo chi ha avuto ragione.
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