L'analisi: verso una... Singaporetto?

Le Red Bull paiono imprendibili e le Ferrari arrancano
L'analisi: verso una... Singaporetto?

Alberto AntoniniAlberto Antonini

Pubblicato il 20 settembre 2013, 21:05

dal nostro inviato a Singapore: Alberto Antonini Finisce qui. Naufraga sulla pista - asciutta - di Singapore, l’effimera speranza della Ferrari e di Alonso di ribaltare, almeno in parte, i giochi. È una Caporetto, anzi una Singaporetto. La Red Bull è su un altro pianeta, Vettel riesce a girare sul piede dell’1’50” sia con le gomme super-soft che con le più dure Medium (anche se solo per un giro). Alonso e soprattutto Massa invece arrancano disperatamente, al punto che la Ferrari potrebbe considerare una sosta in più in gara. Il calcolo è presto fatto: con la mescola più dura manca aderenza, la F138 scivola dappertutto e l’attrito riscalda la mescola, provocando il cosiddetto degrado termico. Con la gomma più tenera - a banda rossa - potrebbe andare un po’ meglio, ma dura troppo poco. Alonso rinuncia a montarla nel finale, preferendo concentarsi sulle partenze nella speranza - esilissima - di poter “saltare” le Red Bull al via. Ma come farlo, se la prestazione della Ferrari è al massimo da terza fila? Certo, domani e dopodomani l’asfalto, gommandosi, garantirà più aderenza. Ma non basta. L’unico che salva la faccia è Kimi Raikkonen, con una sequenza interessante di ben 11 giri sulla super-soft. Ma con la stessa gomma, seppure nuova, Webber scende sotto l’1’50”. Parliamo ovviamente di simulazione gara, perché sul giro veloce c’è anche meno storia. Vettel rifila sei decimi a Webber, un secondo netto a Rosberg, 1’1” a Hamilton (Mercedes veloce, ma incostante). Alonso, per la cronaca, è staccato di 1”4. Il resto è noia, purtroppo.

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