Vettel: la mia Singapore

«Così “inganno” il fisico per non sentire il fuso orario»
Vettel: la mia Singapore

Pubblicato il 19 settembre 2013, 17:47

Dall'inviato di Autosprint: Alberto Antonini Sebastian Vettel si è tagliato il ciuffo biondo, somiglia un po’ meno a un giovane David Bowie. È tranquillo e - tanto per tacitare le voci del paddock - stasera, primo pomeriggio in Italia, si è intrattenuto per almeno dieci minuti in chiacchiere con Stefano Domenicali (il capo della Ferrari: «l’ho fatto apposta, così avrete qualcosa da scrivere»). Vettel arriva a Singapore da stra-favorito, anche perché le famose modifiche annunciate sulla Ferrari non sembrano in grado di fare miracoli. Per dirla tutta, al box rosso sperano soprattutto che Seb abbia qualche problema in gara, per riaprire un minimo questo mondiale. Sperano in una gara “anomala”. Anomalo è anche il circuito, anomali sono gli orari. Si vive sul fuso europeo con 6 ore di distanza. Alonso oggi lascia il circuito verso le 9 e mezza, si cambia e va a correre - non in bici - lungo la pista. Vettel, che di solito fa tardissimo al box, ha un modo tutto suo di smaltire il fuso orario. «In sostanza devi “ingannare” il tuo corpo per quattro o cinque giorni, costringerlo a pensare che è giorno anche se fuori fa buio. Questa è una pista che richiede un piccolo extra di concentrazione, anche per la luce. L’illuminazione artificiale è molto buona, ma è diversa dalla luce del giorno. Occorre abituarsi e fare più attenzione ai minimi dettagli». E uno dei dettagli è la visiera del casco: Sebastian ne ha preparata una di colore arancio vivo, come certi schermi antinebbia. Per controbattere l’effetto “lattiginoso” dei riflettori. (a.a.)

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