Monza potrebbe perdere la F1 nel futuro. Almeno è la minaccia che trapela dalle parole di
Bernie Ecclestone, che in una intervista a Panorama alla vigilia del Gp d'Inghilterra ha buttato lì una frase gelida e spaventosa (per i tifosi).
"
E' possibile che l'Europa perda una o due gare - ha spiegato Ecclestone
- in favore di mercati emergenti". "Se dovessimo andarcene da Monza, e dico se perché nessuna decisione è ancora stata presa, sarebbe solo per motivi economici", ha spiegato Ecclestone.
Attualmente in Europa si disputano appena
sette dei
19 Gp del mondiale. Si corre in
Spagna,
Montecarlo,
Inghilterra,
Germania,
Belgio,
Ungheria e
Italia. Tutti gli altri sono extraEuropa. Ecclestone sostiene che il giro d'affari della
F1 viene ormai dai paesi extraeuropei, disposti a pagare
50/60 milioni di dollari per ospitare un Gp mentre le piste europee storiche
sborsano meno di un terzo di quella cifra perché hanno contratti precedenti. Ma siccome per via degli accordi fra i team più di 20 Gp l'anno non si possono disputare, ecco che Ecclestone si trova (almeno a parole) costretto a sopprimere le gare europee per far posto a quelle extraeuropee.
Obiettivamente le gare europee più "deboli" rimangono Ungheria e Spa-Francorchamps. Perché
tutti gli altri circuiti hanno un motivo valido e vantaggioso per ospitare la F1: non si può certo toccare
l'Inghilterra, patria del
motorsport recente (tutti i team vengono da lì) o la
Germania del campione del mondo in carica, o nemmeno
Montecarlo che è la pista più glamour e che garantisce un giro d'affari miliardario e visibilità agli sponsor.
Spagna invece dovrebbe essere immune perché è la pista del pilota della Ferrari e perché ha già perso la seconda gara a Valencia quest'anno.
Ma anche Monza in teoria dovrebbe essere al di sopra di ogni rischio perché è il circuito più vecchio del circus (1922) e quello di casa della Ferrari. Eppure Ecclestone ha fatto il suo nome. Perché?
In passato Ecclestone ha sempre difeso le piste "storiche", quelle che hanno fatto la leggenda della F1, come appunto Monza, Silverstone e Spa-Francorchamps. Invece questa è la prima volta che Ecclestone si scaglia contro il circuito italiano. E e non a caso visto che il contratto con l'autodromo monzese
sta per scadere (nel 2015) e la Sias, la società che gestisce la pista, è in una fase difficile perché attraversata da polemiche, liti e indagini giudiziarie per violazioni amministrative.
Quindi, al di là della minaccia di facciata, è
probabile che Ecclestone invece sotto sotto voglia tenere la F1 a Monza, che ha sempre difeso, e
le sue minacce siano soltanto un bluff anzi un pungolo per indurre gli amministratori del circuito ad
accettare un rinnovo del contratto molto più oneroso per loro però molto più vantaggioso per Bernie e per la F1.