Ferrari-Red Bull, guerra di parole

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Ferrari-Red Bull, guerra di parole

Pubblicato il 17 maggio 2013, 14:00

Giorni di fuoco in F.1. La vittoria Ferrari rilancia le speranze di Alonso ma fomenta le polemiche per l’eccessivo numero di pit-stop. La Pirelli ha fatto marcia indietro, Ecclestone (solo adesso...) l’ha accusata di avere sbagliato pneumatici. Le “scarpe” cambieranno dal Gp Canada, scontentando team come la Lotus - che ha protestato - e accontentando la Red Bull.

La Ferrari sta nel mezzo. Autosprint ha parlato con il vice di Tombazis, Simone Resta, che dice: «Non pensiamo che le cose cambino in maniera drammatica con le nuove gomme». Intanto però sul sito di Maranello riappare il “Grillo Rampante” (niente riferimenti politici...) che punzecchia la Red Bull per le lamentele:

«Sono tempi difficili - scrive il Grillo - per chi non ha memoria. Forse condizionati dalla quantità di informazioni oggi disponibile, si parla troppo in fretta, dimenticandosi di fatti accaduti in un passato più o meno recente. O, magari, i neuroni adibiti a far riemergere i ricordi si attivano in maniera selettiva, in funzione dei risultati ottenuti in pista. Ne è un esempio classico la vicenda del numero delle soste ai box. Alti lai si sono levati per sottolineare che diverse squadre – sia chi è salito sul podio sia chi c’è rimasto piuttosto lontano - hanno effettuato quattro pit-stop nell’ultimo Gran Premio di Spagna, rendendo la gara di difficile comprensione. Peccato che queste anime belle fossero rimaste silenti due anni prima quando, sia sullo stesso Circuit de Catalunya che sul tracciato di Istanbul, cinque dei sei piloti che salirono sul podio fecero esattamente lo stesso numero di soste di Alonso e Massa domenica scorsa nel Gran Premio di Spagna. Oggi, invece, sembra quasi che ci si debba vergognare di aver scelto una strategia che, come sempre del resto, è volta a tirare fuori il massimo dal pacchetto che si ha a disposizione. Se poi questa scelta viene effettuata sin dal venerdì perché tutte le simulazioni sono univoche non si capisce perché ci si debba sentire in imbarazzo nei confronti di chi, invece, ha fatto una scelta diversa salvo poi pentirsene durante la gara stessa». Ogni riferimento è purametne casuale...



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