Nel
GP del Bahrain il poleman
Nico Rosberg ha fatto di tutto per
difendersi dagli attacchi degli avversari, spesso molto bravo a reagire e a restituire i sorpassi, ma alla fine come previsto non ha potuto far niente contro
i problemi di passo gara della Mercedes, anzi forse aggravando il degrado delle gomme. Al contrario, gara irreprensibile per
Sebastian Vettel che, chiuso al via da
Rosberg e quindi passato da
Alonso, non ci ha messo più di tre giri per andare al comando anche un po' di forza, dimostrando di non essere un pilota capace solo di "andarsene via". Da quel momento ha condotto fino alla
vittoria finale in cui nessuno l'ha
disturbato davvero. Così ha aumentato il suo vantaggio in classifica su
Raikkonen, qui 2°, ora a 10 punti.
Il possibile e realistico contendente della
Red Bull era la
Ferrari, ma alla squadra modenese è capitato di tutto. Parlando di
Fernando Alonso, lotta un po' inizialmente con
Vettel e poi resta con
l'ala mobile aperta. Si ferma subito ai box, con i meccanici che gli
sistemano il flap superiore e gli cambiano anche le gomme, ma che forse avrebbero dovuto dare un'occhiata un po' più approfondita (o forse montare un grande schermo TV nel box): infatti il
drs non era semplicemente "incantato", ma proprio
rotto, con il flap superiore che si era addirittura
rovesciato all'insù rispetto alla posizione di massima apertura. Capirlo subito, avrebbe evitato che poi
Alonso si ritrovasse nuovamente con l'ala bloccata aperta, appena riprovato ad utilizzarla, con conseguente
altro pit-stop che è stato un'inutile e decisiva
perdita di tempo, a sommarsi a quella poi conseguente a una gara senza possibilità di sfruttare il drs in scia. E controllando i tempi a fine gara è facile verificare che, senza la
ventina di secondi persa al secondo pit-stop,
Alonso sarebbe potuto essere facilmente
a podio nonostante tutti i problemi.
Per quanto riguarda
Felipe Massa, nonostante un contatto al primo giro con
Sutil che gli ha
danneggiato l'ala davanti, avrebbe forse potuto sfruttare positivamente la
strategia di partire con le
gomme dure, se poi non avesse subìto per ben due volte il
cedimento della gomma posteriore destra, aperta. Possibile che sia sempre solo colpa dei detriti in pista? Non che questi mancassero, effettivamente, perché in gara si è assistito a molti
duelli davvero ai ferri corti e con parecchi contatti anche se quasi tutti senza conseguenze, tranne quello che ha messo fuori gara
Vergne.
Uno dei protagonisti di spicco nei
duelli in pista visti oggi a Sakhir è stato
Sergio Perez, che non si è trattenuto nemmeno dei confronti del compagno di squadra
Jenson Button, tanto che l'inglese è arrivato a chiedere via radio al team che gli dicessero di
calmarsi. Non che
Button avesse lasciato spazio, comunque, e in ogni caso l'ingegnere di pista era invece il primo a "sobillare"
Perez anche dopo aver scheggiato l'ala davanti contro le ruote di
Button. Tutto ciò ha comunque permesso a
Perez di conquistare un ottimo sesto posto finale, recuperando posizioni da
Alonso e Webber, contro il decimo di
Button.
Ancor più efficaci, però, le
Lotus e le
Force India. Con il secondo e il terzo posto di
Kimi Raikkonen e Romain Grosjean a completare il podio, infatti, la ex-Renault è stata positiva con entrambi i piloti e con
due strategie differenti: un pit-stop in meno per il finlandese, i consueti 3 per il francese, che in questa gara è stato anche lui molto
aggressivo senza però esagerare. Dunque si può parlare di macchina semplicemente veloce (sebbene oggi non quanto la Red Bull) al di là del fatto di
preservare o meno le gomme, forse più imputabile a favore della
guida di Kimi che non all'assetto. Mentre dopo il ritardo di
Adrian Sutil per il contatto con Massa,
Paul Di Resta è stato quasi sempre fra i protagonisti e anche lui con
un pit-stop in meno ha ottenuto un eccellente quarto posto finale davanti a
Lewis Hamilton. Gara strana quella dell'inglese:
fuori dalla top ten nelle fasi iniziali, poi dopo il secondo pit-stop è come risorto ("
La macchina è cambiata completamente", ha affermato) e senza tanto clamore si è trovato nel gruppo di chi
lottava per il 5° posto alla fine, ottenendolo lottando a lungo con
Webber.
Concludendo, dopo la bandiera a scacchi è rimasta in sospeso solo
l'inchiesta su
Webber (giunto alla fine 7°) e
Rosberg (9°), che si sono
urtati duramente alla seconda curva quando l'australiano è rientrato in pista dopo un pit-stop. In realtà la collisione è parsa più
fortuita che non imputabile a
scorrettezze o negligenze, così alla fine i
commissari hanno deciso per un semplice
richiamo.
m.v. GP Bahrain - classifica finale pos n pilota team giri gap 1 1 Sebastian Vettel Red Bull-Renault 57 - 2 7 Kimi Räikkönen Lotus-Renault 57 9"1 3 8 Romain Grosjean Lotus-Renault 57 19"5 4 14 Paul di Resta Force India-Mercedes 57 21"7 5 10 Lewis Hamilton Mercedes 57 35"2 6 6 Sergio Perez McLaren-Mercedes 57 35"9 7 2 Mark Webber Red Bull-Renault 57 37"2 8 3 Fernando Alonso Ferrari 57 37"5 9 9 Nico Rosberg Mercedes 57 41"1 10 5 Jenson Button McLaren-Mercedes 57 46"6 11 16 Pastor Maldonado Williams-Renault 57 66"4 12 11 Nico Hulkenberg Sauber-Ferrari 57 72"9 13 15 Adrian Sutil Force India-Mercedes 57 76"7 14 17 Valtteri Bottas Williams-Renault 57 81"5 15 4 Felipe Massa Ferrari 57 86"3 16 19 Daniel Ricciardo STR-Ferrari 56 1 giro 17 20 Charles Pic Caterham-Renault 56 1 giro 18 12 Esteban Gutierrez Sauber-Ferrari 56 1 giro 19 22 Jules Bianchi Marussia-Cosworth 56 1 giro 20 23 Max Chilton Marussia-Cosworth 56 1 giro 21 21 Giedo van der Garde Caterham-Renault 55 2 giri rit 18 Jean-Eric Vergne STR-Ferrari 16 incidente Classifica mondiale piloti 1 Sebastian Vettel 772 Kimi Räikkönen 673 Lewis Hamilton 504 Fernando Alonso 475 Mark Webber 326 Felipe Massa 307 Romain Grosjean 268 Paul di Resta 209 Nico Rosberg 1410 Jenson Button 1311 Sergio Perez 1012 Adrian Sutil 613 Daniel Ricciardo 614 Nico Hulkenberg 515 Jean-Eric Vergne 1Classifica mondiale costruttori 1 Red Bull-Renault 1092 Lotus-Renault 933 Ferrari 774 Mercedes 645 Force India-Mercedes 266 McLaren-Mercedes 237 STR-Ferrari 78 Sauber-Ferrari 5