Al momento di tagliare il traguardo della gara di Monza, alla Ferrari hanno tirato un sospiro di sollievo. Ma non tanto - o non solo - per il risultato ("Un podio che sa di vittoria", hanno scritto), quanto per la paura che la F2012, nello specifico quella di Alonso, non ce la facesse ad arrivare fino alla fine, per via del problema alla sospensione posteriore conseguente all'uscita nell'erba causata da Vettel: fare un po' di sterrato a 300 orari non è il massimo... Questo poi dopo le defaillance patite già nelle prove. Ma come è stato detto, meglio che i guai capitino prima della gara, e in effetti quelli nel corso del GP non sono stati decisivi.
L'emozione, per non dire preoccupazione, vissuta ai box la comunica Pat Fry: «È stato un weekend intenso, per usare un eufemismo. Abbiamo avuto diversi problemi di affidabilità sulle vetture nei giorni precedenti e oggi ne abbiamo avuto uno nell’equipaggiamento del garage che ci ha tenuto praticamente al buio – nel senso che non avevamo né telemetria né immagini televisive al muretto né collegamento con il remote garage a Maranello – proprio in una delle fasi cruciali della gara, vale a dire quando ci stavamo avviando al pit-stop. Ci sono stati un po’ di problemi di comunicazione ed è stato quasi un tuffo nel passato, quando non c’erano tutti questi strumenti a disposizione: ad un certo punto siamo dovuti ricorrere al telefono per parlare con Maranello e decidere se era arrivato il momento giusto per la sosta! Siamo riusciti a gestire la situazione ma, ve lo assicuro, non è stata una passeggiata… Poi c’è stato l’episodio dell’uscita di pista di Fernando nel momento del duello con Vettel: una volta che la telemetria è tornata a funzionare, abbiamo notato che c’era qualcosa che non andava sul posteriore così, negli ultimi giri, gli abbiamo chiesto di guidare con cautela, evitando i cordoli. Una volta vista la vettura in parco chiuso, devo dire che i danni erano ben più rilevanti, anche sull’aerodinamica. Da un punto di vista tecnico, il degrado dei pneumatici oggi pomeriggio è stato maggiore di quanto ci aspettassimo alla vigilia: dobbiamo analizzare attentamente i dati per capirne le ragioni. Siamo riusciti a recuperare quasi totalmente la situazione dopo i problemi di ieri ma, valutando il weekend nella sua interezza, devo dire che quello che è accaduto in questi giorni deve suonare come un campanello d’allarme per tutti: dobbiamo fare il massimo in ogni settore se vogliamo vincere».
Fernando Alonso ci parla invece della gara e soprattutto della situazione di classifica: «Una domenica perfetta per il campionato, quasi come un film a lieto fine: un altro piazzamento sul podio, tre degli avversari diretti a secco e vantaggio sul più immediato inseguitore aumentato. Resto convinto che, senza il problema in qualifica di ieri, avremmo sicuramente avuto delle grandi chance di partire in pole position: se dovessimo essere altrettanto competitivi il sabato anche sulle prossime piste sarebbe importantissimo per il finale di stagione. Dobbiamo cercare di vincere ancora qualche gara e di gestire il vantaggio che abbiamo in classifica. Qui dovevamo marcare Vettel ma a Singapore sarà importante tenere d’occhio Hamilton, ora al secondo posto. Quando mi sono trovato a lottare con Vettel sono andato fuori pista e la macchina da quel punto in avanti non era più quella di prima. Non è stato piacevole saltare sulla ghiaia, ma sono comunque riuscito a superarlo qualche giro più tardi. All'inizio ho fatto alcuni sorpassi – Kimi, Di Resta e Michael – e ritrovarmi al sesto posto quasi subito ha messo la gara su un binario più agevole. Correre a Monza con la Ferrari e salire sul podio rappresenta qualcosa di speciale: guidare una Rossa è diverso perché i tifosi sono eccezionali».
Da parte sua, finalmente Felipe Massa può commentare un buon lavoro complessivo coronato da un risultato incoraggiante: «Sono contento di questo risultato, anche se speravo di poter salire sul podio. Abbiamo avuto un degrado più elevato di quanto ci aspettassimo, molto diverso rispetto a quanto si era visto venerdì nelle prove libere. Peccato, perché fino a quando le gomme tenevano ero in grado di reggere il passo delle McLaren, ma poi ho iniziato a perdere il posteriore prima di loro. Non è stata una gara facile: nel finale Perez è rinvenuto fortissimo e non c’era modo di resistergli. Ho lavorato per la squadra, cercando di aiutare Fernando, com’è normale che sia. L’ho sempre fatto e lo farò quando sarà necessario farlo. Non credo che una strategia su due soste avrebbe funzionato: dati alla mano, era per noi sicuramente più lenta rispetto a quella su una sosta unica. Quando la squadra non ha più avuto la telemetria a disposizione abbiamo parlato a lungo alla radio e, tutto sommato, siamo riusciti a gestire la situazione nella maniera migliore. Non so se questa gara possa cambiare qualcosa per il mio futuro ma è certo che la cosa più importante adesso è continuare su questa strada, lavorando con grande concentrazione e cercando di fare il massimo per la squadra».