Probabilmente impossibile vincere oggi in Canada, per la Ferrari, ma un possibilissimo 2° posto si è trasformato in un 5° finale strappato a malapena da Fernando Alonso, per una strategia di soste ai box rivelatasi una scommessa persa. Mentre Massa conquista un punto dopo un errore commesso al 6° giro. La delusione è così generale ai box della Rossa dopo la gara di Montreal.
Che si sia trattato di un azzardo mal giocato, lo pensa anche Alonso: «Oggi abbiamo cercato di vincere la gara, ma la scommessa fatta puntando sulla sosta unica non ha pagato. Quando Hamilton è rientrato ai box per la seconda sosta abbiamo scelto di provare a giocarci le nostre carte: ora è facile dire che dovevamo fare quella scelta ma avrebbe significato non provarci nemmeno e avremmo potuto anche perdere la posizione su Vettel. Gli ultimi giri sono stati lunghissimi: le gomme hanno avuto un calo improvviso ed ero troppo lento per riuscire a difendermi. Il mio ingegnere mi diceva di resistere ma non c’era modo di riuscirci. Il vero problema di oggi è stato il degrado, ed è in questo che dobbiamo migliorare, non certo la strategia: quest’ultima al massimo ci è costata una posizione ma non dimentichiamoci che era stata proprio la strategia a permetterci di passare davanti a Vettel alla prima sosta. La vettura è stata competitiva praticamente per tutta la gara: non è stata la più veloce perché qui la McLaren, com’era nelle aspettative, era velocissima ma sicuramente abbiamo fatto un passo avanti come prestazione. Per la prima volta quest’anno non abbiamo soltanto cercato di minimizzare i danni, anzi abbiamo mirato al bersaglio grosso: è un segnale positivo e ora lo dobbiamo confermare a Valencia e a Silverstone. Ma abbiamo sempre fiducia nelle nostre possibilità».
Persino Felipe Massa è ottimista per l'immediato futuro: «Sono arrabbiato con me stesso per quell’errore e chiedo scusa alla squadra e ai tifosi. Ho toccato il cordolo e mi è partito il posteriore senza che me lo aspettassi. È stato frustrante perché lì ho perso il treno del gruppo dei migliori: potevo finire tranquillamente fra i primi cinque, visto come andava oggi la macchina. Dopo il testacoda avevo delle vibrazioni, il che mi ha obbligato a fermarmi in anticipo. Poi ho provato a stare in pista il più possibile sperando addirittura di non fermarmi più. Purtroppo, alla fine, ho dovuto comunque fare una seconda sosta perché ero praticamente arrivato alle tele. Magari anticipando l’ultimo stop avrei potuto riprendere Kobayashi, ma non sarebbe poi cambiato molto. Mi dispiace perché abbiamo dimostrato di essere competitivi rispetto ai nostri principali avversari: ora siamo lì a lottare con loro, cosa che non accadeva fino a poche gare fa. È stato un fine settimana in cui abbiamo lottato sempre per le prime posizioni e abbiamo migliorato in ogni settore e ciò deve darci fiducia».
Della delusione parla Stefano Domenicali: «C’è un po’ di delusione oggi pomeriggio, inutile nasconderlo. È il primo weekend in cui non abbiamo tirato fuori il massimo da quanto avevamo a disposizione, ma ciò è dovuto anche al fatto che il livello delle aspettative si è elevato grazie ai progressi che abbiamo fatto. Non dimentichiamoci che abbiamo lottato ieri per la pole e oggi, fino all’ultimo, per la vittoria: in Bahrain, un mese e mezzo fa (non un anno fa) eravamo entrati solo con un pilota in Q3 e avevamo terminato la gara a un minuto dal vincitore. Oggi abbiamo commesso due errori: non "coprire" Vettel quando il tedesco si è fermato la seconda volta e il testacoda di Felipe nelle fasi iniziali della corsa. Il primo sbaglio tutto sommato ci è costato relativamente poco mentre il secondo è stato pagato ad un prezzo più caro perché Felipe, autore comunque di un altro buon fine settimana dopo quello di Monaco, aveva il passo per stare col gruppo di testa. In ottica di campionato, Fernando è a soli due punti dal leader della classifica e la F2012 sta tornando ad essere competitiva per lottare con i migliori. Abbiamo ottenuto punti su un tracciato che, alla vigilia, non ci era favorevole: sapere di poter contare su un pilota come Fernando, capace di fare tutto un anno di gare sempre in zona punti, è un fattore che ha il suo peso pensando alla lotta per il titolo. E dobbiamo approfondire il tema del degrado dei pneumatici, che si sta rivelando sempre di più la chiave di questa stagione».