Sul traguardo ha preceduto Vettel solo di tre decimi di secondo, ma tanto basta a Fernando Alonso per togliersi dalla coabitazione al vertice del campionato e mettersi al comando "in solitario", con questo terzo posto che non vale solo il podio di Montecarlo.
Così lo spagnolo commenta il week-end monegasco: «Sono molto contento di come sono andate le cose durante questo fine settimana. Lasciamo Monaco in testa al Campionato: se me lo avessero detto dopo Melbourne non ci avrei mai creduto! Sapevamo che la partenza sarebbe stato un momento cruciale. Sono scattato molto bene e mi sono quasi affiancato a Grosjean ed Hamilton: con il francese ci siamo anche toccati e per un attimo ho temuto che la macchina avesse riportato dei danni. Su questa pista i sorpassi sono praticamente impossibile e anche stare in scia crea problemi di temperatura, sia per il motore che per i pneumatici. Non bisogna quindi stare sempre attaccati a chi ti sta davanti ma cercare di gestire la situazione e spingere a fondo soltanto nei momenti che contano, come i pit-stop, ed è quello che ho fatto. Se avrei potuto superare anche Rosberg e Webber restando in pista di più? Forse, ma in quel momento era la scelta più giusta da fare. Certo che con la pista libera ero molto veloce. Alla fine ero un po’ preoccupato da Vettel, che aveva le supersoft, ma per fortuna riuscivo a difendermi agevolmente. Poi ho sperato che arrivasse la pioggia, perché credo che avrei avuto un’opportunità per vincere, però negli ultimi cinque o sei giri ho pensato che era finita, anche perché ad ogni curva poteva esserci una sorpresa in agguato. A Barcellona, una pista con tante curve veloci, siamo andati bene mentre questo circuito fa storia a sé: vedremo quale sarà la situazione in Canada, ma certo speriamo di confermare anche su quel tracciato i progressi visti negli ultimi due Gran Premi».
Arrivando sesto a 6 secondi da Webber, ma soprattutto con una condotta di gara mai rinunciataria se non per non ostacolare il compagno di squadra, Felipe Massa sembra aver dimostrato di aver ritrovato le giuste motivazioni: «È stata una buona gara. Mi sono trovato bene con la vettura sin dalle prove libere di giovedì, c’era il feeling giusto ed era molto più facile da guidare rispetto alle corse precedenti. Forse ciò dipende dalla natura del tracciato o dall’assetto, certamente dobbiamo analizzare bene tutto e vedere che cosa possiamo imparare da questo weekend. Tutto considerato avrei potuto cogliere un piazzamento migliore ma sono comunque contento. È stata una corsa molto difficile e serrata e sono sempre riuscito a tenere il passo del gruppo di testa. Mi dispiace soltanto non aver avuto la possibilità di fare qualche giro con la pista libera quando le gomme erano ancora competitive. La partenza è stata molto buona e anche il degrado dei pneumatici, soprattutto con la mescola soft, si è rivelato molto limitato. Un pilota vuole sempre ottenere il massimo quindi non posso esultare per un sesto posto, però questi sono punti importanti. Mi auguro davvero che il mio campionato sia ad una svolta e che, da ora in avanti, possa sempre stare lì in lotta per le prime posizioni com’è accaduto qui a Monaco. Adesso andiamo a Montreal, una pista diversa da questa perché ci vuole una buona velocità di punta ma, in fondo, non così dissimile in termini di assetto».
In una gara dove i piloti non hanno commesso errori e sono stati ben coadiuvati dai box, Pat Fry ha giusto una piccola recriminazione: «Non c’è stato un attimo di respiro, sin dalla partenza, con i primi sei sempre racchiusi in un pugno di secondi. Siamo tutti partiti un po’ alla cieca per quanto riguarda il comportamento delle gomme, sia in termini di durata che di prestazione nei primi giri di utilizzo. Inoltre, la pioggia è rimasta sempre in agguato e ha fatto la sua comparsa proprio nelle battute finali. Felipe e Fernando hanno guidato in maniera impeccabile, senza commettere il minimo errore, così come la squadra nei pit-stop. Quanto alla strategia, giorno dopo giorno l’opzione della sosta unica si è fatta sempre più concreta e, alla fine, è stata la scelta migliore. Certo, col senno di poi è facile dire che, se Fernando fosse rimasto in pista qualche giro in più, forse avrebbe potuto superare anche Rosberg e financo Webber oltre ad Hamilton, visto il tempo fatto segnare nel giro di rientro. Credo che quel tempo sia stato una sorpresa per tutti così come le difficoltà incontrate dalle soft ad andare in temperatura nei primi giri. Con pochi secondi per reagire abbiamo preso la decisione più logica, quella che ci ha comunque assicurato un piazzamento sul podio. Tutto ciò dimostra come ogni dettaglio sia cruciale in un campionato equilibrato come questo».