Ferrari, le alette non aiutano Alonso

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Ferrari, le alette non aiutano Alonso

Pubblicato il 13 aprile 2012, 14:10

Nella foto in alto vedete una delle poche - e piccole - novità della Ferrari F2012 in Cina: due alettine sotto agli specchietti per indirizzare meglio il flusso d'aria attorno al cockpit del pilota. In fondo all'articolo invece due fori nelle paratie posteriori. Non sdono novità  che hanno sortito molto effetto visti i tempi,, 10° Alonso a 1"3 da Schumacher e tristemente 17° Felipe Massa a ben 2"3 dal miglior tempo, penutlino dei piloti in gara se si eccettuano i tre team di terzo piano (Catheram, Marusasia e Hrt) che fanno gara a parte.

Sebbene sia stata preannunciata già ufficialmente una "gara in difesa", il bilancio del team Ferrari in queste prove del venerdì a Shanghai tende a non essere troppo pessimistico: si fa tranquillamente riferimento a come questo "venerdì 13" non sia stato poi così catastrofico e come il lavoro sia proseguito abbastanza normalmente, anche se i problemi della F2012 non sembrano davvero vicini ad essere risolti. Ma sotto sotto c'è sempre il timore di poter fallire l'ingresso in Q3 anche perché Alonso che è 10° è ai margini della posizione per la qualifica finale.

«È stato un venerdì normale - dice da parte sua Fernando Alonso incentrato principalmente sulla valutazione delle nuove soluzioni aerodinamiche in FP1 e sulle consuete prove delle gomme in FP2. Come sempre, abbiamo cercato di capire quale sia la mescola più veloce da utilizzare in qualifica e quella più costante sulla lunga distanza. Felipe ed io ci siamo divisi il lavoro in pista e nel pomeriggio ai tecnici spetta il compito di analizzare i dati e prendere le decisioni migliori per domani, sia per quanto riguarda le novità che abbiamo portato per questa gara sia per le informazioni che abbiamo registrato sulle gomme. Questa mattina ha piovuto e questo ha ritardato un po’ il programma, che abbiamo comunque completato nella seconda sessione. Manca sicuramente un po’ di prestazione: proveremo a trovarla per domani così come cercheremo di mettere a posto il bilanciamento della vettura, in particolare per quanto riguarda l’aderenza. C’è molto lavoro da fare se vogliamo fare una buona qualifica».

Un po' più diretto è Felipe Massa, che motiva anche il distacco dal compagno di squadra: «Sicuramente non è stata una giornata di quelle che possono essere definite fantastiche. Questa mattina la pista era un po’ bagnata e ciò non ci ha permesso di girare quanto avremmo voluto, mentre nel pomeriggio la pista si è asciugata e siamo riusciti a svolgere il nostro consueto programma del venerdì. Nel momento in cui ho effettuato il primo run con le gomme soft, Glock è finito fuori pista alla prima curva e sono stato costretto a rientrare ai box: questo mi ha impedito di sfruttare quel treno di pneumatici e di migliorare significativamente il mio tempo. Sono sicuro che sarei stato molto più veloce di quanto si vede leggendo la classifica. Un po’ mi dispiace perché non sono riuscito ad usare le gomme morbide come avrei dovuto. Poi a fine sessione abbiamo girato con tanta benzina a bordo per migliorare il bilanciamento della vettura».

Da parte sua, Pat Fry ci aggiorna sulla situazione tecnica e sull'evoluzione della F2012«Abbiamo portato qui alcuni aggiornamenti sulla F2012 che dovrebbero consentirci un miglioramento in termini di prestazione rispetto alle prime due gare: il primo giudizio che possiamo dare dopo queste tre ore di prove libere è positivo, ma è chiaro che ci aspettano ore di lavoro oggi pomeriggio e stasera per completare un’analisi approfondita. Dall’altra parte, non possiamo ignorare il fatto che le caratteristiche di questo circuito sembrano essere meno congeniali alla nostra monoposto rispetto alla Malesia. Tenendo presenti questi due fattori, non mi attendo delle novità per quanto riguarda la nostra posizione sulla griglia di partenza: il nostro obiettivo, in questo momento, si attesta realisticamente fra il settimo e il dodicesimo posto, come appunto è accaduto a Sepang».
E a chi gli fa presente che dalla Ferrari ci si aspetta la lotta per ben altre posizioni sullo schieramento, se non addirittura la pole senza mezzi termini, replica così: «Rispondo semplicemente che non c’è un bottone magico che possiamo premere per migliorare la situazione tutta d’un botto. Dobbiamo spingere su tante aree, a cominciare dall’aerodinamica che resta il fattore decisivo nella Formula 1 odierna, ma senza dimenticare ad esempio la metodologia del lavoro, per avere dei risultati, sia a breve che, soprattutto, a lungo termine. Peraltro, dobbiamo considerare che le prestazioni sono molto ravvicinate, quindi basta poco – un errore, un giro non perfetto - per scalare delle posizioni, sia verso l’alto che verso il basso».


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