Dopo il quinto posto appena conquistato in un GP d'Australia dove ha lottato anche per il quarto, Fernando Alonso riesce a vedere il "bicchiere mezzo pieno", come ha spiritosamente scritto anche via Twitter. Ciò dopo una gara senza errori strategici, con il primo pit-stop che ha permesso di superare le Mercedes e avvicinarsi a Vettel, mentre la safety-car ha invece avvantaggiato Webber. Ma non era certo preventivabile che Petrov avrebbe avuto un problema allo sterzo che l'ha costretto a parcheggiare in rettilineo, in una posizione che ha determinato la neutralizzazione.
«Questo risultato è stata una bella sorpresa: la partenza è stata fantastica, - è il sunto di Alonso - è partita bene la macchina e pure Felipe perché ho visto nello specchietto che era dietro di me. Poi qualche battaglia e alla fine siamo lì, dietro le due McLaren e le Red Bull. La priorità ora è migliorare, ma se in un week-end così difficile come questo riusciamo a finire quinti, è una bella notizia. Anche perché abbiamo perso pochi punti dai primi. L’ultima battaglia con Maldonado è stata la più stressante: dovevo usare il kers per difendermi, ma quando ho visto che ha avuto l’incidente ho tirato un bel respiro di sollievo, anche se mi spiace per lui. Il punto più nero è che siamo a 1 secondo dalla pole, in gara penso che il distacco sia simile, e siccome la griglia si è ristretta molto, in un secondo ci sono sette-otto team. Per cui se riusciamo a migliorare anche di poco, guadagnamo parecchie posizioni».
Non nasconde la delusione, invece, Felipe Massa: «Un week-end davvero negativo per me. Già ieri ho sofferto a causa di un cattivo bilanciamento della vettura e oggi è andata forse ancora peggio perché, anche se avevo fatto una bella partenza e avevo guadagnato diverse posizioni, dopo pochi giri ero in difficoltà con le gomme. Abbiamo cercato di anticipare la prima sosta ma anche con il secondo treno abbiamo avuto gli stessi problemi: la macchina scivolava e il degrado era molto maggiore rispetto agli altri. Anche con le "medium" le cose non sono cambiate, e dire che non stavo certo guidando in maniera aggressiva, anzi cercavo di fare attenzione. Quanto al contatto con Senna credo che possa essere considerato un incidente di gara (anche Senna è stato dello stesso parere, ndr). Una Toro Rosso ha provato a passarmi all’esterno alla curva 3 e Bruno ha avuto una miglior trazione all’interno e siamo entrati affiancati nella Curva 4: lì ci siamo agganciati ed è finita come avete visto».
«È chiaro che non possiamo certo essere contenti per un quinto posto - esordisce Stefano Domenicali - ma, per come si erano messe le cose ieri, quello di Fernando è un risultato positivo, frutto soprattutto della sua ennesima ottima prestazione. La brutta domenica di Felipe è figlia del sabato che l’ha preceduta: il bilanciamento della vettura non era a posto e lui l’ha pagato soprattutto in termini di degrado dei pneumatici: peccato perché una bellissima partenza gli aveva permesso di entrare subito nei primi dieci. Sappiamo che la vettura di questo week-end non è quella che volevamo alla vigilia di questa stagione, ma oggi abbiamo visto anche una situazione un po’ diversa rispetto a quella di ieri, soprattutto per quanto riguarda Fernando che, nella prima parte, non aveva certamente un passo così distante dai primi. La safety-car non ci ha dato una mano e dopo la fine della neutralizzazione il passo di Fernando non era più altrettanto competitivo, ha sofferto per tenersi dietro la Williams di Maldonado. Vorrei sottolineare il rendimento della squadra nei pit-stop: dati alla mano, siamo stati i più veloci sia come prestazione assoluta che come media. Ci tengo a dirlo perché abbiamo lavorato tantissimo su questo fronte».