È cambiato molto da quando
l'Hungaroring era la pista del
sottosterzo cronico e dei sorpassi difficili. Molto, ma non tutto.
Proprio sul sottosterzo, per esempio, è crollata la
Ferrari nell'ultimo settore. Due curve abbastanza lunghe, con il muso che inesorabilmente puntava verso l'esterno. Il fatto che per la prima volta in 11 gare
Massa sia davanti ad
Alonso si spiega anche così: una piccola regolazione sull'ala anteriore - il
flap alzato di qualche grado - ha consentito a Felipe di trovare un avantreno più "pronto".
L'analisi di
Fernando, invece, è spietata e tradisce un certo nervosismo:
«E va bene, ho commesso degli errori. Ma se anche avessimo messo assieme i nostri migliori intermedi, avremmo ottenuto il tempo di Button, non di più».
La conclusione:
«Gli altri hanno il 'bottone magico' per guadagnare nel Q3, noi no. Ma se domani saremo noi a vincere, bisognerà vedere come mai gli altri vanno tanto forte al sabato».
È una polemica bella e buona. Che tradisce il sospetto di qualcosa di strano per
Red Bull e forse anche
McLaren. Ma cosa dovrebbe dire, allora, Mark
Webber? All'inizio delle
qualifiche aveva
problemi con il Kers. Che qui significano soprattutto problemi in frenata, perché il recupero di energia aumenta il livello di freno motore, quando è attivo. Se non funziona, sei
sbilanciato. Ma nel finale, il dispositivo funzionava anche per lui.
Che dice:
«Per questo il divario da Vettel è molto strano». Nessuno ci sta a stare dietro, i sospetti si accumulano.