Vettel vive... alla giornata

Vettel vive... alla giornata

Pubblicato il 7 luglio 2011, 16:06

Ammettiamolo: è davvero difficile pensare che Sebastian Vettel non conquisterà, per il secondo anno di fila, il titolo di campione del mondo di Formula 1. Al Gran Premio di Gran Bretagna, nona prova della stagione, il tedesco della Red Bull si presenta con 77 punti di vantaggio su Jenson Button e sul compagno di squadra Mark Webber: equivalgono a tre vittorie, e avanza pure un paio di punti.

È dunque facile per Vettel affermare: “Io ancora non penso al titolo”. Con quel margine, se lo può permettere. Il fenomenale pilota tedesco – 8 gare, 7 pole position, 6 successi ¬ alla vigilia della gara di Silverstone racconta come affronta i fine settimana dei gran premi. “Mi concentro su come svolgere il lavoro di messa a punto nel migliore modo possibile. È importante avere fiducia e credere in se stessi. Mi spiego così le pole position che ho ottenuto in questa prima parte della stagione. Ma non considerato scontato che ci riesca. Quindi, mi impegno appunto al massimo. Anche l’anno scorso affrontavo le competizioni allo stesso modo. Ma ho commesso qualche errore. Questa volta abbiamo cominciato nel migliore dei modi, e ciò ci sarà di aiuto nella seconda parte. Malgrado il vantaggio che ho in campionato, la stagione è ancora molto lunga. Io mi dico sempre, Non si sa mai. Le cose possono cambiare velocemente, per tutti. Due o tre gare ti vanno storte, e tutto è da rifare”.

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Gasly come Hamilton, Pierre condivide un primato con il ferrarista

Dopo un 2025 difficoltoso il pilota Alpine è tornato in forma e ora può vantare un record importante malgrado abbia tra le mani una monoposto lontana dalle migliori

Mercedes, la rinuncia al riesame nell'interesse di tutti

Approfondire tutti i fatti e le conseguenze a cascata della penalità a Russell avrebbe aperto un lungo iter dall'esito incerto. Il team spiega perché ha rinunciato