L'editoriale del direttore: Ferrari riprenditi l'anima

Ferrari in crisi profonda: stagione 2025 disastrosa, squadra divisa e senza reazione. Vasseur sotto esame, Horner resta un’ipotesi lontana
L'editoriale del direttore: Ferrari riprenditi l'anima
© Getty Images

Andrea CordovaniAndrea Cordovani

Pubblicato il 14 ottobre 2025, 10:07

La Ferrari vola in Texas mentre tra la via Emilia e il West tira aria di tempesta. Cielo grigio su, foglie gialle giù tra le vie di Maranello dove si vive un autunno già rigido per l’entusiasmo finito sotto zero. La vorticosa discesa verso gli abissi dell’anonimato ha fatto sprofondare la Rossa in una crisi che pare senza fine.

Se la prima parte del Mondiale F.1 2025 era stata ben al di sotto delle aspettative dopo gli annunci clamorosamente ottimistici della vigilia ma si era portata almeno in dote cinque podi e la seconda piazza nel Mondiale Costruttori, la ripresa del campionato dopo la pausa estiva è stata fino a questo momento assolutamente deficitaria. I numeri parlano chiaro e raccontano di una parabola discendente paurosa con le Rosse risucchiate nella pancia dello schieramento ormai quarta forza del campionato al di là di quello che sta dicendo la classifica e soprattutto considerando che mancano ancora 6 Gp prima che si chiuda il sipario. Le prospettive? Da buio pesto. L’umore? Pessimo. Le prestazioni? Non all’altezza di un top team. L’obiettivo? Limitare al massimo i danni, in attesa che l’anno orribile finisca. Già ma con quale prospettiva?

Inutile nascondersi dietro a un dito, difficile trovare un appiglio positivo al quale aggrapparsi. Guardi i volti delle persone che lavorano per il Cavallino con orgoglio e tanto cuore e capisci il loro tormento perché è davvero difficile convivere con queste prestazioni.

Inevitabili i musi lunghi perché è ovvio che i risultati messi insieme fino a questo momento non accontentano nessuno, in primis il management del Cavallino che proprio nei giorni scorsi ha rinnovato l’impegno per una squadra vincente nel prossimo futuro. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo un mare di delusione in cui sono naufragati proclami e annunci strombazzanti. Il flop del Mondiale 2025 è un colpo al cuore per tutti quelli che tengono alle sorti della Scuderia. Il peso di una stagione fallimentare come questa sta schiacciando una Rossa che pare incapace di reagire. La crisi tecnica in cui è piombata la squadra adesso si specchia dentro a una coesione che non c’è più. Come se la Ferrari avesse perso oltre alle prestazioni anche l’anima dentro a una stagione dove niente è andato per il verso giusto.

Horner è vicino a Maranello?

Visto come si sono messe le cose quest’anno un po’ tutti si chiedono che ne sarà del futuro. Ovvero la domanda è se la squadra messa in piedi da Fred Vasseur sarà in condizione di mettere in pista una monoposto vincente capace di stare al top mentre si apre un nuovo ciclo tecnico con l’introduzione dei nuovi regolamenti. E il punto focale sta proprio qui. Dare fiducia al team principal e consentirgli di vedere il frutto del suo lavoro, l’impronta che saranno capaci di lasciare gli uomini che si è scelto e la sua organizzazione è stata alla base della riconferma avvenuta nel luglio scorso. Vasseur, di conseguenza, dovrà mostrare cosa ilsuo team tecnico saprà tirare fuori con la prima vettura affidata al gruppo diretto da Loic Serra. E saranno i risultati della 678 a stabilire se la fiducia accordata a questo staff sarà corroborata dalle attese vittorie del presidente John Elkann. Difficile, anzi quasi impossibile, andare dietro alle voci che dalla Germania, nei giorni scorsi, hanno avvicinato Chris Horner al Cavallino. L’ex team principal Red Bull deve sottostare al gardening leave, vale a dire il periodo in cui è pagato da chi lo ha liquidato per evitare che possa portare immediatamente la sua conoscenza aziendale in un altro team. Di solito per le figure apicali si parla anche di un anno di sosta, ma è possibile che Christian possa essere libero prima di metà 2026. È fin troppo chiaro, quindi, che non è pensabile la sostituzione di Vasseur con Horner. L’operazione, semmai, potrebbe andare in porto qualora la monoposto 2026 dovesse fallire come la SF-25. Ricostruire dalle macerie di questa stagione non sarà semplice. Correggere gli errori sia tecnici che di gestione, ritrovare bandolo della matassa e coesione della squadra diventa imperativo categorico per non trasformare in una via crucis anche il futuro. Serve ritrovare anzitutto quell’unione che, al di là delle dichiarazioni di facciata, si è perduta. L’ambiente è diventato una polveriera: ai piloti vengono date spesso responsabilità che non sono le loro e mostrano nervosismo, la squadra ha completamente perso la bussola.

Mancano ancora sei Gran Premi prima della conclusione della stagione e mentre sarà tutto da gustare il possibile triello Piastri-Norris-Verstappen nella corsa al titolo Piloti, la Ferrari deve limitare i danni e tornare prima di tutto a far fronte comune perché le delusioni e gli imbarazzi di questa stagione rappresentano uno dei punti più bassi mai toccati nella storia del Cavallino.

 

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