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L’ennesimo anno zero della Formula 1 ma non per la Scuderia Ferrari

di Roberto Cecere
Pubblicato il 16 gennaio 2026, 10:15 (Aggiornato il 16 gennaio 2026, 09:47)
Il 2026 sarà l’ennesimo anno zero per la Formula 1 ma non per la Scuderia Ferrari. Se è vero che la rivoluzione tecnica più invasiva della storia della categoria non offre garanzie di successo ad alcun team, il Cavallino Rampante è obbligato a fornire risposte tecniche convincenti. La passata stagione non può e non deve essere considerato un termine di paragone attendibile. In sostanza fare meglio della passata campagna non sarà sufficiente se non si tornerà almeno a lottare per la massima posta in palio in ogni weekend. Ad onor del vero lo scorso mondiale è stato un inatteso downgrade nel corso della gestione Frederic Vasseur, iniziata nel gennaio del 2023 e proseguita nel 2024 in modo soddisfacente. Quella che doveva essere la stagione della consacrazione per il gruppo di lavoro plasmato dal team principal originario di Draveil, è stata un’agonia lunga 24 round. Gli uomini di Maranello hanno ben presto compreso che il progetto tecnico 677 aveva carenze strutturali che non potevano essere compensate dalla tanto attesa sospensione posteriore. Probabilmente serviva una versione “B” della SF-25 che, in regime di budget cap, non era un’ipotesi percorribile anche in considerazione del fatto che si trattava dell’ultimo anno di continuità regolamentare. In base a quanto recentemente dichiarato dal capo della GES, gli ingegneri di rosso vestiti hanno abbandonato lo sviluppo aerodinamico della SF-25 addirittura nello scorso mese di aprile. Da allora il management di Maranello ha allocato gran parte delle risorse umane e infrastrutturali allo studio e progettazione della monoposto di nuova generazione. C’è un dato del recente passato che non può essere casuale e lascia ben sperare. All’alba delle due precedenti rivoluzioni regolamentari la Scuderia Ferrari si è presentata ai nastri di partenza con i migliori progetti tecnici. Parliamo della SF71H nel 2017 e della F1-75 nel 2022, vetture che mostrarono i muscoli nelle prime fasi delle rispettive stagioni per poi essere raggiunte e superate dalla concorrenza.
Anche Ferrari ha spesso dimostrato di saper sfruttare la discontinuità tecnica ed è ciò che a Maranello si augurano possa accadere nuovamente. Rispetto al passato il nuovo regolamento impone anche una nuova architettura dei propulsori, privata dell’MGU-H e con apporto paritetico di potenza tra la componente endotermica e quella elettrica. C’è inoltre un’onta da cancellare quanto prima. Il team italiano non è riuscito a vincere alcun titolo iridiato con i propulsori della prima generazione turbo-ibrida. Dodici stagioni dominate dai propulsori Mercedes e Honda. La casa nipponica, pur partendo con un anno di ritardo rispetto ai competitor, è tornata a vincere un titolo iridato esattamente quarant’anni dopo l’ultimo trionfo di Ayrton Senna nel 1991 grazie a Red Bull e Max Verstappen. Una rivalsa enorme dopo il fallimentare e umiliante sodalizio triennale con McLaren tra il 2015 e il 2017.
Alla competitività della SF-26 e’ certamente legato il futuro di Charles Leclerc. Il campione monegasco sta’ per iniziare l’ottava stagione con il Cavallino Rampante. Al netto del primo scorcio del mondiale 2022, Charles non ha mai potuto lottare per il titolo. Il ragazzo è nel pieno della maturità sportiva ma corre il rischio di trovarsi nel posto sbagliato della storia. Lando Norris, ad esempio, ha conquistato la corona iridata nonostante abbia debuttato nella classe regina un anno dopo di Leclerc e le nuove leve sembrano essere terribilmente veloci (Antonelli docet). L’amore da sempre dichiarato dall’asso del Principato di Monaco verso la rossa e la sua sincera volontà di riportare la Ferrari sul tetto del mondo deve fare i conti con l’egoistica, quanto legittima, ambizione di vincere che ogni asso del volante nutre. La validità del progetto 678 potrebbe rimettere tutto in discussione: dai rapporti di collaborazione con i piloti all’assetto organizzativo del reparto corse del team di Maranello. Infine c’è la promessa del presidente John Elkann proferita nel weekend del gran premio d’Italia di quattro anni fa: “Sono fiducioso che di qui al 2026 la Ferrari tornerà a vincere un Mondiale Costruttori e un Mondiale Piloti con Charles Leclerc in pole position. Ci riusciremo prima dei 20 anni di digiuno, visto che l’ultimo nostro Mondiale Piloti risale al 2007 e quello Costruttori al 2008″. Un impegno che non deve essere disatteso.
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