L'azzardo di Toto, il destino di Kimi

Ad Austin Antonelli può scrivere un nuovo capitolo nella storia del motorsport italiano, 73 anni dopo Ascari. Il sogno di Kimi e il ruolo chiave di Toto Wolff
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L'azzardo di Toto, il destino di Kimi
© Getty Images

Andrea CordovaniAndrea Cordovani

Pubblicato il 20 ottobre 2026, 09:28

Il filo rosso tra Kimi, Mercedes, Toto e l'Italia

Ed è qui che la storia diventa meravigliosamente romantica. Diventa un affare di sangue, oltre che di telemetria. Perché Toto Wolff porta l’Italia nell’anima. L’austriaco ha raccontato in tempi non sospetti di conoscere il nostro Paese in lungo e in largo, di averci corso personalmente, da “Monza a Pergusa”. Ama intimamente lo stile di vita, ama quel modo aperto e pregno di “passione” che abbiamo di affrontare l’esistenza. E chissà quante volte, in queste notti di vigilia intrise di tensione, avrà ripensato a quella sua Mille Miglia corsa in coppia con l’ingegner Aldo Costa, e a quella gente radunata a bordo strada che lo incitava con un candore meravigliosamente paradossale: “Grande Toto, forza Ferrari!”. Oggi, quell’affetto strabordante, Toto ce lo sta restituendo con gli interessi. Sapeva perfettamente di avere in mano un predestinato. Si era spinto, con un coraggio ai limiti dell’eresia, ad accostarlo all’icona intoccabile di Valentino Rossi, immaginando per il suo pupillo un percorso da “giovane eroe italiano”.

Austin aspetta. Il teatro è pieno fino all’orlo, il silenzio è gravido. Le macchine si scaldano, le visiere si abbassano. Toto Wolff, giù al muretto, guarda il monitor in un silenzio quasi mistico. La sua creatura, quello che all’inizio gli era sembrato un vero e proprio “salto nell’acqua ghiacciata”, sta per camminare sulla Storia. Kimi non parla. Parla l’asfalto. Parla la traiettoria millimetrica che solo lui riesce a vedere, quel modo sfrontato, unico e leggerissimo di danzare sul limite del precipizio senza mai caderci dentro. Parla un Paese intero che ha smesso di respirare, con le mani giunte davanti a uno schermo.

Preparatevi. Preparate il cuore, se regge ancora a queste altitudini vertiginose.

Preparate la voce. Perché un boato strozzato da settantatré stagioni di digiuno sta per esplodere, partendo dal deserto texano per arrivare fino ai vicoli di Bologna, scuotendo le fondamenta di un’intera nazione.

Se non sarà oggi, sarà domani. Il teatro verrà giù comunque.

Vai, Kimi. Vai a prenderti tutto. Il mondo è lì, spalancato, e tu sei già grande.

(2/2)

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