La dico e la scrivo sicuro. Sabato pomeriggio lasciare Russell in pole è stata la cosa più immorale, bieca e diseducativa in tutta la storia recente della F.1. Quando c’è una bandiera gialla e una macchina incidentata giace a bordo pista, devi rallentare significativamente, punto. E allora la pole non la fai, non la puoi né la devi fare.
Antonelli, pur pensando erroneamente che fosse entrata una doppia gialla - ma non importa, non è certo rilevante l’intenzionalità, l’animus, bensì il comportamento nudo e crudo -, è stato comunque corretto e ha calato, così si è ritrovato quarto. Russell, primo. Wow. E la tentata difesa del suo comportamento appellandosi ai microsettori è una foglia di fico che non copre quello che non si deve coprire.
Una decisione che ha condizionato l'intero Gran Premio
Da lì, a catena, è stato praticamente influenzato tutto l’andamento del Gp d’Austria, perché partire in quel modo e arrivare con tre piloti insieme, rispettivamente il beneficiario ultimo del fattaccio (Russell), il co-danneggiato insieme a Leclerc (Antonelli) e il presupposto protagonista della situazione di pericolo (Verstappen), equivale a dire che in pratica due terzi dell’ordine d’arrivo sono stati influenzati pesantemente a tavolino con una statuizione che a riguardarla fa acqua da tutte le parti.
Anche perché il regolamento stesso non specifica né può millimetricamente specificare - ovviamente - quanto e di quanto bisogna esattamente rallentare quando c’è una gialla. Anzi, lo spirito della norma, lo capisce anche una nonna che gioca a burraco, è unicamente quello di preservare a tutti i costi la sicurezza, evitando i presupposti di situazioni potenzialmente molto, molto gravi.