Che il WRC abbia perso appeal non è certo una notizia. I primi scricchiolii erano cominciati quando nel 2012, all’alba del Rally di Sardegna, Ford annunciò il proprio ritiro dal campionato come Casa ufficiale, per ridimensionarsi al ruolo di fornitrice per la privata M-Sport di Malcolm Wilson.
Ma se l’ingresso immediatamente successivo di Volkswagen fece dimenticare, lì per lì, la ferita inferta dal costruttore americano, lo scoppio del diesel-gate che coinvolse il marchio tedesco obbligandolo ad abbandonare il Mondiale per curarsi delle problematiche nel campo produzione, non fece altro che riaprirla.
Da quell’ormai lontano 2017 si sono accumulate stagioni su stagioni e poco o nulla è cambiato. Gli unici produttori a piene risorse sono rimasti Toyota e Hyundai e nessuno, almeno alle condizioni attuali, sembra intenzionato ad entrare. Sul fronte Italia, Lancia ha voluto fare un tentativo, per il momento confinato al WRC2, ma per il resto tutto tace.