Tranquillo, sì. Ma in pace col mondo, no. Fernando Alonso, dopo le qualifiche concluse con il quinto posto, ha lanciato un messaggio alla Ferrari. Ed è un siluro di quelli che fanno male. Prima, Fernando attribuisce il distacco - mezzo secondo esatto dalla pole di Rosberg, un decimo e mezzo da Vettel - al fatto che «gli altri hanno portato cose nuove, così che il divario è salito». Il che è vero fino a un certo punto, perché la Mercedes non è stata la più “innovativa” nel paddock di Barcellona. E perché lo stesso Alonso commenta «li abbiamo visti tante volte andare forte in qualifica e poi faticare in gara, partire dalla pole e arrivare noni».
Quindi, Fernando non sembra credere a uno strapotere Mercedes. Ma il siluro arriva quando gli facciamo la domanda: Visto che anche voi avevate tante cose nuove, vuoi dire che non hanno funzionato, o magari che era previsto di utilizzarle più avanti? La risposta è sconcertante: «È sempre la solita storia di dire prima le cose che si portano. Nei “preview”, i comunicati prima della gara, diciamo tutto quello che c’è di nuovo. Poi però bisogna provarlo in pista...».
Che tradotto significa: è inutile annunciare al mondo che mezza macchina viene rinnovata, se poi le modifiche non vanno. È vero che, per esempio, la Ferrari ha rinunciato quasi subito al nuovo pacchetto di carrozzeria, cofano, fiancate e relativi scarichi. Ma a chi è diretto il siluro? Alla comunicazione Ferrari o al vertice tecnico? Prima di Barcellona, Nick Tombazis, il capo progettista, annunciava sul sito Ferrari: «Abbiamo cambiato la carrozzeria, il fondo e le ali».Il fondo sembra funzionare, il resto forse no.
Ieri, poi, alla stessa domanda sulle novità, Tombazis si era tirato indietro: «Perché dovremmo dire queste cose in pubblico?». Be’, per esempio perché le avete appena dette sul vostro sito. C’era aria di marcia indietro nelle parole del progettista greco. E non sarebbe la prima volta che lui e Alonso hanno “chiarimenti” (vedi in India l’anno passato) sulle novità e sul modo di annunciarle...
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