Alex Palou ha centrato al Barber Motorsports Park la sua seconda vittoria dell'anno, approfittando di un problema ai box che ha impedito a Christian Lundgaard di coronare una rincorsa durata tutta la gara. Partito dalla pole position, Palou se n'è subito andato, ed è stato praticamente sempre da solo. Partito dal decimo posto, Lundgaard ha invece approfittato degli overcut e di un paio di sorpassi brillanti per accreditarsi come il più pericoloso rivale. Con gomme morbide nuove in un breve secondo stint ha ridotto il suo gap, ponendosi come un favorito per la leadership alla successiva serie di soste dopo un terzo stint più lungo. Purtroppo per lui, un problema col fissaggio della posteriore destra gli ha fatto perdere 10 secondi, ricacciandolo in terza posizione.
Con i se e con i ma non si vincono le gare, e nessuno sa quanto potenziale avesse ancora Palou da tirare fuori, ma certo è che si sarebbe quantomeno avuto un finale più teso e sorprendente. Tanto più che la pista si è rivelata inaspettatamente più idonea alle gomme dure, aggiungendo variabili da gestire per tutti. Così è l'IndyCar allo stato attuale: per battere lo spagnolo del team Ganassi bisogna fare tutto in modo perfetto. Lundgaard è poi riuscito a rimontare al secondo posto e dimostrare ancora una volta il suo stato di forma, passando un Graham Rahal autore comunque di una gara eroica.
Il trentasettenne del team RLL è sempre stato nelle prime posizioni, guidando con intelligenza ma anche con aggressività nei momenti che lo richiedevano. Per il podio è stato decisivo un attacco nelle prime fasi a David Malukas. Quest'ultimo, pur facendosi sotto con i push-to-pass nel finale, non ha potuto ribaltare la situazione e si è dovuto accontentare della quarta piazza. A rendere ancora più impressionante la prova di Rahal, il fatto che i compagni di squadra Mick Schumacher e Louis Foster abbiano concluso rispettivamente al penultimo e ultimo posto, alle spalle di Dennis Hauger. Barber, coi suoi saliscendi e curvoni veloci, è una pista dove l'esperienza fa la differenza (a meno di chiamarsi Palou).
Il fatto di non avere nessuna caution per 90 giri ha reso la lotta a centro gruppo stagnante. Kyle Kirkwood con un buon quinto posto (un netto miglioramento dalle stagioni precedenti a Barber) ha mantenuto la leadership in campionato. È stato seguito da Marcus Armstrong e Scott Dixon. Positivi i recuperi di Will Power e Scott McLaughlin dopo due violenti incidenti nelle prove. Sfortunato Romain Grosjean che aveva puntato tutto sul "mettere da parte" nelle qualifiche delle gomme morbide nuove che in gara non sono state le più performanti.
L’ordine d’arrivo del Children's of Alabama Grand Prix al Barber Motorsports Park, quarto appuntamento dell’IndyCar Series 2026:
1. Palou (Dallara-Honda) a 90 giri in 1h45'37", alla media di 188,63 km/h; 2. Lundgaard (Dallara-Chevy) a 13"2775; 3. Rahal (Dallara-Honda) a 14"2877; 4. Malukas (Dallara-Chevy) a 14"9957; 5. Kirkwood (Dallara-Honda) a 17"7970; 6. Armstrong (Dallara-Honda) a 20"7405; 7. Dixon (Dallara-Honda) a 24"7459; 8. Ferrucci (Dallara-Chevy) a 41"5701; 9. Ericsson (Dallara-Honda) a 43"8593; 10. Newgarden (Dallara-Chevy) a 51"8976; 11. Rossi (Dallara-Chevy) a 52"9829; 12. Power (Dallara-Honda) a 54"0478; 13. Rosenqvist (Dallara-Honda) a 54"5026; 14. Veekay (Dallara-Chevy) a 54"9226; 15. Grosjean (Dallara-Honda) a 58"8583; 16. McLaughlin (Dallara-Chevy) a 1'00"1378; 17. O'Ward (Dallara-Chevy) a 1'01"0692; 18. Siegel (Dallara-Chevy) a 1'02"4071; 19. Rasmussen (Dallara-Chevy) a 1'03"2683; 20. Simpson (Dallara-Honda) a 1'04"0156; 21. Collet (Dallara-Chevy) a 1'06"3025; 22. Robb (Dallara-Chevy) a 1 giro; 23. Hauger (Dallara-Honda) a 1 giro; 24. Schumacher (Dallara-Honda) a 1 giro; 25. Foster (Dallara-Honda) a 1 giro. Giro più veloce: il 19° di Lundgaard in 1'08"6127, alla media di 194,21 km/h.
In campionato
1. Kirkwood 156; 2. Palou 154; 3. Lundgaard 121; 4. Malukas 116; 5. Newgarden 113.