“La situazione di Melbourne non è molto diversa, sarà un altro fine settimana complicato con giri limitati in alcune sessioni, perché ci mancano pezzi di ricambio. Proveremo a trarne qualcosa di positivo”. Nelle parole di Fernando Alonso, al giovedì del GP di Cina, non c’è spazio per l’ottimismo.
Piuttosto, il realismo di una situazione critica in Aston Martin Honda, che seguirà in larga parte il copione visto a Melbourne. Per i correttivi finali alle vibrazioni prodotte dalla power unit, che danneggiano la batteria, servirà attendere ancora. Forse a Suzuka Honda si presenterà con una soluzione completa al problema e, da lì, si aprirà la fase della verifica e ricerca delle prestazioni. Mentre il resto del gruppo già corre, sviluppa e resta distante.
Provare a girare mentre gli altri corrono
Cosa attendersi dal secondo week end stagionale, il primo con una Sprint? “Sarò contento se riusciremo a fare delle prove libere normali, una gara più o meno normale e cercheremo di completarla.
Un buon fine settimana sarebbe poter fare dei giri. Se tutti gli altri, anche facendo migliaia di giri, non sono ottimizzati, immaginate noi. Abbiamo bisogno di fare giri e trovare la finestra di funzionamento della macchina”, prosegue Fernando.
"Spero che tra un paio di gare avremo un weekend normale, che potremo completare tutti i giri. Essere competitivi richiederà tempo e in termini di potenza continueremo a essere indietro dopo aver risolto i problemi di affidabilità. Siamo in modalità sopravvivenza, speriamo di capitalizzare i problemi degli altri”.
Dalla sfida di pilotaggio alla gestione
Fin qui l’analisi della condizione del paziente Aston Martin Honda, che lascia Alonso come un osservatore in attesa. Nel mentre, da osservatore, anche i pochi giri che ha potuto completare della nuova Formula 1 sono stati sufficienti per un giudizio netto: è un’altra categoria rispetto al passato, che ha privato i piloti della sfida al volante.
“Nel 2012 lottavamo per la vita su curve che mettevano alla prova i limiti della fisica e dovevamo usare tutte le nostre abilità, ma quella sfida è scomparsa. Ora in quelle curve si ricarica la batteria, non si guadagna più tempo. Sono sempre gare, ma è una sfida diversa. Sono cresciuto dall'altra parte ed è quella che preferisco”.