Ufficialmente fuori dal Circus da fine 2025 Helmut Marko non ha mai smesso di seguire la F1 e la “sua” Red Bull. Attento ad ogni piccolo dettaglio, ma soprattutto pungente come un tempo, l’austriaco non ha risparmiato critiche al nuovo corso della massima categoria a ruote scoperte palesando una certa insofferenza verso le regole relative al motore e in particolare alla gestione della potenza durante le qualifiche.
Se infatti in passato il pilota doveva spingere al massimo sabato pomeriggio per cercare di ottenere la miglior prestazione, ora è tutto più calibrato e chi è al volante deve comportarsi più da ragioniere che da sportivo. “Era chiaro che la normativa aggiornata avrebbe portato a dei cambiamenti, ma non credevo che avrebbe avuto un simile impatto. La fase di qualifica ha certamente perso d’interesse”, la sua senza al sito Motorsport-magazin.com.
Soffermandosi sull’aspetto tecnico, l’82enne ha spiegato: “Prima era importante ritardare la frenata e anticipare l’accelerazione cercando di portare comunque il mezzo al limite, mentre adesso è diventato cruciale il controllo del consumo dell’energia. Per questo però, c’è già la Formula E”, ha puntualizzato citando la serie che schiera solo vetture prive di emissioni.
La ricetta di Marko: meno potenza elettrica per "tornare alla normalità"
A disamorare l’ex dirigente di Graz pure i sorpassi fasulli. “Non sono più come quelli a cui eravamo abituati”, ha asserito prima di proporre una soluzione, un’alternativa alle regole attuali. “A mio avviso se si riducesse la percentuale del propulsore elettrico aumentando quella dell’ICE, si tornerebbe più o meno alla normalità”, la sua sentenza.
Convinto che il maggior peso assegnato all’elettrico per quanto concerne la suddivisione della power unit ibrida sia soltanto servito da esca per Audi e Porsche, Mr. Helmut ha invece promosso le modifiche imposte dalla FIA prima del round di Miami grazie a cui il lift-and-coast è stato limitato dando più opportunità al pilota di esprimersi e di spremere il potenziale della sua auto.
“Sebbene si sia trattato soltanto di qualche aggiustamento, ci sono stati dei miglioramenti - ha riconosciuto - Penso che si continuerà a lavorare in questa direzione, ma inevitabilmente si dovrà arrivare ad un compromesso”.
Le auto elettriche non sono fatte per le lunghe distanze
Uscendo poi dall’ambito delle competizioni, l’ex talent scout della scuderia di Milton Keynes ha voluto esprimersi sulla validità della tecnologia elettrica applicata alle automobili stradali.
“Personalmente possiedo una e-Mini e devo dire che d’inverno la durata della batteria scende in maniera importante. In città è ottima anche perché sono presenti numerosi punti di ricarica, ma non la userei nei percorsi extraurbani”, ha quindi concluso.