"Comunque vada, sarà un successo". Lo potrà dire anche Mattia Binotto, quando a fine anno guarderà la classifica finale: perché al di là del piazzamento e dei punti che la sua compagine sarà stata in grado di mettere insieme, per la prima volta in una graduatoria del mondiale di F1 figurerà il nome "Audi".
Le speranze: continuare a crescere
Messa così, sembra quasi voler dire che per Audi il vero traguardo è partecipare: niente di più sbagliato. Binotto, insieme al team principal Jonathan Wheatley, concorda che per vedere la casa dei Quattro Anelli ai vertici della categoria ci vorrà tempo, e che per avere un'organizzazione davvero in grado di puntare al mondiale occorrerà attendere la fine del decennio; eppure, la speranza di fare cose discrete c'è già, pur nella consapevolezza di una concorrenza che sarà molto agguerrita e per certi versi anche più strutturata dell'Audi. Perché se da un lato ad Hinwil si continuerà a costruire sul percorso intrapreso nell'ultimo anno, digerendo il passaggio di nome da "Sauber" ad "Audi" come un pro forma e niente più (del resto, al di là del nome, il team era già al 100% di proprietà tedesca nel 2025), sarà da Neuburg che si attenderanno le notizie più importanti: Audi è al debutto in assoluto in F1 e questo sarà il suo primo motore dedicato alla categoria, evento che un certo timore lo impone.
Tuttavia sono stati i primi a scendere in pista, a conferma di una programmazione ambiziosa ma pienamente rispettata. Dunque il verdetto è che sì, Audi può augurarsi di vivere una stagione discreta, nella quale l'obiettivo primario sarà dare continuità alla bella reazione avuta in corso d'opera nello scorso campionato, quando tutti pensavano che stessero semplicemente sacrificando l'annata in nome del nuovo regolamento.
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