dal nostro inviato a Melbourne: Cesare Maria Mannucci
Due Mercedes davanti, come previsto, ma
la sorpresa del venerdì di prove libere del GP Australia F1 non è tanto Nico Rosberg, il più veloce in entrambe le sessioni, quanto piuttosto la Ferrari di Sebastian Vettel, l’unico che riesce a contenere il gap rispetto alle due frecce d’argento sotto il secondo. Per la precisione 0.715 dividono il tedesco della
Ferrari dal tedesco della
Mercedes.
Si ricomincia e subito parliamo di tempi record:
1’27”697 ottenuto da Rosberg, quasi 5” più veloce del miglior giro in gara sempre realizzato dal pilota tedesco nel 2014, in 1’32”478. Mentre il confronto con le
qualifiche del 2014 non è attendibile perché disputatesi sotto la pioggia. E siamo appena al primo giorno, su una pista ancora sporca per l’inattività e l’olio lasciato dalle categorie minori.
Si ricomincia in un clima avvelenato per il caso giudiziario
tra la Sauber e Gedo Van der Garde, che costringe le vetture di Nasr ed Ericsson a rimanere ferme nella prima sessione di prove.
Va decisamente peggio alle due Manor/Marussia che nemmeno accendono il motore perché manca il software predisposto a farlo. A conferma di quanto questa avventura sia del tutto improvvisata e poco credibile.
Ma cominciamo dalla Ferrari che al termine della prima giornata di prove libere, si posiziona proprio alle spalle della Mercedes. Centrando così le aspettative di Marchionne e Arrivabene.
Certo, il fatto che sia Massa che Ricciardo non abbiano girato nella seconda sessione- perdita d’acqua per il brasiliano, motore da cambiare per l’australiano- ha facilitato il lavoro di Vettel, comunque apparso subito a suo agio sul circuito di Albert Park.
Una Ferrari bene equilibrata, che riesce a saltare su cordoli senza rimbalzare in pista, segno che le sospensioni lavorano. Che non blocca le ruote posteriori in fase di frenata, e che non perde trazione perché le ruote posteriori saltellano quando i piloti frenano bruscamente. Problema che lo scorso si verificava spesso. Una Ferrari ancora lontanissima dalla Mercedes ma che forse su questa pista, poco adatta alla configurazione low drag della Williams, può davvero rappresentare la seconda forza.
Ottimi segnali arrivano anche dalla Toro Rosso, subito velocissima con gli esordienti Sainz e Verstappen. Nella seconda sessione il team di Faenza non si è ripetuta per alcune esuberanze di troppo dei suoi piloti, ma complessivamente un ottimo risultato.
Contro le barriere è finito Kevin Magnussen, danneggiando la McLaren e determinando una sospensione delle prove di 7 minuti. Tutti i tempi più veloci sono stati ottenuti con gomme soft, ma anche con gomme medie i piloti Mercedes sono risultati i più veloci.
Domani seconda giornata di prove e qualifiche, secondo atto della rivalità tra Hamilton e Rosberg. per adesso il campione del mondo è distaccato da Rosberg per un solo decimo, una inezia.
Domani tra i due in qualifica ne vedremo delle belle perché la pole position ricopre qui un ruolo determinante su una pista piuttosto ostica per i sorpassi. Perché disponendo della stessa vettura, la gara di Hamilton e Rosberg potrebbe decidersi proprio alla prima curva.