Giovedì 31 luglio, a Londra, si incontrano i membri del
“Popularity Working Group”, il nuovo gruppo di lavoro dedicato allo spettacolo. Ci saranno
Marco Mattiacci (Ferrari),
Toto Wolff (Mercedes),
Christian Horner (Red Bull), mentre
Vijay Mallya della
Force India ha già annunciato che non sarà presente. Incerta, al momento, anche la partecipazione di
Flavio Briatore, chiamato a risollevare le sorti del
“Prodotto F1”, mentre potrebbero presenziare
Charlie Whiting per la Fia e
Bernie Ecclestone.
Quella del gruppi di lavoro è una moda diffusa negli ultimi anni di
F1.
C’è quello
tecnico, quello
sportivo, adesso arriva quello dedicato allo
show. In realtà, subito prima della pausa estiva, non si sa che cosa possa produrre questo incontro, oltre agli auguri di buone vacanze. Ma è singolare che la categoria abbia bisogno di parlare di queste cose, dopo
una delle gare più belle degli ultimi decenni, il Gp di Ungheria, che segue due appuntamenti,
Silverstone e
Hockenheim, solo di poco meno appassionanti.
Il punto è che
la F1 si sta rendendo conto di essersi venduta male. Per la maggioranza del pubblico, quest’anno il campionato si disputa con
monoposto lente, troppo
complicate e
piloti impegnati solo a controllare i consumi. Il messaggio della
“formula tassisti”, purtroppo, è stato recepito solo nella sua connotazione più negativa. E adesso bisogna lavorare, appunto, sulla
popolarità della serie.