«Avrei preferito essere un po’ più su nella lista dei tempi, ma le gomme tendono a rovinarsi e scivolavo troppo». Praticamente le stesse osservazioni di Felipe Massa: «Il degrado qui è molto alto, anche con le gomme Hard». La soluzione? Una gara su più pit-stop. Due indizi fanno una prova, e della Red Bull di quest’anno si può senz’altro dire che è più delicata nella ricerca degli assetti. L’analisi successiva al week end australiano lo aveva dimostrato; ma almeno, il ritmo di gara della RB era stato buono. Cosa che non si può dire della Ferrari, se è vero che Massa afferma: «Al momento attuale, non c’è una grande differenza per noi tra qualifiche e gara».
Stefano Domenicali, arrivato stamattina assieme a Pat Fry dal “blitz” forzato di due giorni a Maranello, ribadisce: «Abbiamo capito dove intervenire. I nostri problemi principali al momento sono la trazione nelle curve lente e la mancanza di velocità di punta». Ma la Ferrari nega di voler stravolgere la vettura, quindi non c’è spazio per condotti F-duct come quello Mercedes, che risolverebbero il problema dei rettilinei.
Alonso ha speso la mattina in prove aerodinamiche, montando e smontando musetti diversi. «Non abbiamo provato pezzi diversi, ma modifiche che ci indicano la direzione giusta», confida Massa. Che però resta indietro.