Sembra una favola, ma è tutto vero. Perché quando il talento si sposa con l’umiltà e l’intelligenza non ci sono limiti ai traguardi. Né sorprese. È dunque assolutamente logico che Kimi Antonelli si trovi oggi a dominare il Mondiale di F1 a soli 19 anni con 43 punti di margine sul secondo. Che poi è il suo compagno di squadra. Uno che è alla sua ottava stagione in F1 e ha partecipato ad un numero di Gp cinque volte superiore.
Russell aveva l’occasione della vita, ma i piani sono cambiati
Dal suo esordio nella massima categoria del Motorsport, George William Russell – nato a febbraio del 1998 – ha percorso circa 45.000 km su una F1 ed ha finora portato a casa sei vittorie (ovvero il 3,8%). Si sa che in F1 la percentuale di successo è fortemente dipendente dalla qualità della vettura che si guida.
E onestamente, fino all’anno scorso, non è che Russell abbia mai avuto l’opportunità di guidare un missile. Prima no, ma quest’anno sì. La W17 è di un’altra categoria. E il vicino di banco è un ragazzino alle prime esperienze. Ovvio che George si sia seduto al volante di questa vettura pensando… “Dai che si fa man bassa di risultati e si porta a casa il titolo mondiale. In scioltezza.” Invece…
Il talento di Kimi cresce gara dopo gara
Invece capita che un ragazzino alla sua seconda stagione in F1 ti riempia impunemente di schiaffi sportivi, un weekend dopo l’altro. Col sorriso. Lui sì, in scioltezza. E capita che prenda il largo in pista ed anche in classifica. Soprattutto capita che questo ragazzino talentuoso immagazzini con intelligenza tutte le esperienze che vive in ogni giro di pista. E capita che ne faccia tesoro, molto rapidamente, verso l’eccellenza. Intelligenza e umiltà, abbinate ad un talento enorme.
Sabato scorso a Montreal, nella gara Sprint, Kimi ha tentato la spallata definitiva al compagno pensando che si sarebbe definitivamente arreso alla sua supremazia. E dopo la reazione di Russell – tanto ruvida quanto comprensibile – ha replicato con continue lamentele via radio. Non ce n’era bisogno, a questo punto della stagione. Soprattutto, non c’era bisogno di rischiare di parcheggiare entrambe le Mercedes. Antonelli l’ha fatto e, personalmente, riteniamo che sia stata una mossa comprensibile e di gran carattere. Perché i Piloti con la P maiuscola fanno così…
La lezione imparata in un giorno
Poi però, quei Piloti lì capiscono che la lucidità in gara è un amplificatore preziosissimo delle proprie qualità. Che, se manca, può mandare a rotoli tutte le proprie lecite ambizioni di successo. C’è chi lo capisce col tempo e chi – come Kimi – l’ha capito immediatamente. Al punto che nel Gp di domenica ha messo in atto una strategia completamente diversa nei confronti di Russell, scattato ancora primo al via.