Una gara unica, spettacolare e memorabile da tanti punti di vista ha portato Kyle Larson a un passo dal titolo nel terzultimo appuntamento della NASCAR 2026 a Talladega. Sulla pista più veloce del campionato tutto si è deciso nel finale, come sempre, ma il pilota del team Hendrick ha messo a segno un recupero incredibile dopo essersi ritrovato in undicesima posizione a metà dell’ultimo giro.
Poco dopo l’ultimo restart, Larson ha perso la spinta di Austin Hill, che l’aveva aiutato a portarsi al comando, e non ha più trovato “compagni”, vedendosi sfilare da diverse vetture. Per sua fortuna, ha però incrociato Ross Chastain, compagno di marca in Chevy (anche se non di squadra) che si è messo alle sue spalle e ha arrestato la caduta. Poi i due hanno formato un trenino e scelto le traiettorie migliori: prima quella centrale, poi quella più bassa, passando al limite della linea gialla che delimita la pista.
Larson ha così sopravanzato con apparente facilità tutti gli avversari diretti, vincendo per 4 centesimi sul compagno in Hendrick William Byron. Ricky Stenhouse e Chastain hanno concluso terzo e quarto, mentre Cole Custer e Carson Hocevar, approfittando di un piccolo contatto tra Hill e Todd Gilliland, si sono infilati in quinta e sesta posizione. Una top six tutta in casa Chevrolet. Non è mancata qualche polemica per il sorpasso di Larson a filo della linea gialla, molto discusso ma non sanzionato.
Il californiano ha comunque quasi agguantato il titolo in anticipo, anche grazie alle contemporanee disgrazie altrui. Arriverà a Martinsville con oltre 70 punti di vantaggio e gli basterà guadagnarne 4 su Denny Hamlin per ottenere la terza corona, la seconda consecutiva. Viceversa Hamlin è stato nervoso. Non ha avuto una buona serata, è stato coinvolto in un incidente e poi se l’è presa praticamente con tutti: dalla NASCAR, per non aver penalizzato Larson, al compagno di squadra Chase Briscoe, per non averlo aiutato a sufficienza.
A condizionare i risultati, due maxi-incidenti dei soliti. Il primo, al giro 131, ha messo KO Ryan Blaney, Chase Elliott e Tyler Reddick. Il secondo, da bandiera rossa, ha dato il la alla rincorsa finale e ha visto Joey Logano finire sottosopra. La causa è stata il classico rallentamento “a fisarmonica” del gruppo, che ha colto di sorpresa Hocevar, finito contro la Ford numero 22.
Coinvolti molti altri piloti, tra cui Briscoe, Austin Cindric e Shane van Gisbergen. Particolarmente violento l’impatto di Riley Herbst, rimasto senza freni e finito con un brutto angolo contro le barriere interne. Fortunatamente, anche in quel punto erano presenti le protezioni ad assorbimento d’urto. Per Christopher Bell invece, arrivato in Alabama come primo rivale di Larson, la gara era già stata “azzerata” da un clamoroso svarione all’ingresso dei box per la prima sosta.
Non è stato però memorabile solo il finale della YellaWood 500. L’inizio ha sconvolto una strategia che da anni imperversa nelle gare sulle piste ad alta velocità. Normalmente, nelle prime fasi tutto il gruppo rallenta per ridurre il tempo della sosta ai box e non perdere posizioni in vista del primo traguardo intermedio. È successo anche stavolta, con la differenza che il team RFK ha fatto l’opposto, spingendo al massimo con tutte e tre le vetture incollate l’una all'altra.
Le Ford Mustang di Brad Keselowski, Chris Buescher e Ryan Preece non solo hanno preso il comando, ma hanno addirittura raggiunto la coda del gruppo. Così hanno potuto fare rifornimento con calma e rientrare in pista con un vantaggio tale da chiudere il primo stage 1-2-3. Difficilmente rivedremo scene imbarazzanti, come grupponi di macchine al 50% per un'ora con l’obiettivo di risparmiare sette secondi in pit lane.