Aston Martin, Toyota e Cadillac. La giornata di test verso la 24 Ore di Le Mans è andata in archivio con queste tre migliori prestazioni cronometrate nei due turni disputati domenica, che hanno visto il tempo di riferimento fissato in 3’26”293 e ottenuto nel corso della seconda sessione da parte della Aston Martin Valkyrie #007 di Tincknell-Gamble-Gunn, a precedere di un decimo la Toyota #08 e la Cadillac #12 del team Jota. Con l’eccezione della Cadillac WTR #101, il cui giro più veloce è arrivato nella sessione del mattino (3’27”011) tutti i giri più rapidi della Classe Hypercar sono stati ottenuti al pomeriggio, in condizioni di pista meno calda (28° C) rispetto ai 32° C della sessione corsa tra le 10:00 e le 13:00.
Ferrari indietro al momento
Per trovare la prima delle Ferrari 499P serve scorrere fino all’ottavo posto e il tempo di Pier Guidi-Calado-Giovinazzi è a oltre 8 decimi dalla Aston Martin. Quattordicesimo tempo per Fuoco-Molina-Nielsen a 1”0, seguiti dalla 499P AF Corse di Ye-Kubica-Hanson, attardata di 1”2.
Resta del lavoro ancora da compiere per portare le Rosse nelle zone alte della classifica, dove Toyota, Cadillac e Alpine paiono presentarsi come le rivali più temibili per chi è campione in carica a Le Mans.
Quel che emerge dal confronto con le sessioni di test dello scorso anno è una griglia molto più ravvicinata nei distacchi, con ben 14 Hypercar racchiuse in un secondo, un divario che lo scorso anno, nella preparazione verso la settimana della 24 Ore, comprendeva appena quattro prototipi. Sempre con lo sguardo a 12 mesi fa, i test allora videro due delle tre Ferrari chiudere a 5 e 6 decimi, seconda e terza, dal riferimento segnato da Toyota nel secondo turno (3'26"7) e, soprattutto, le 499P furono competitive in tutti e tre i settori del circuito. Oggi mancano 4-5 decimi rispetto al crono di un anno fa nel terzo settore, mentre sull'Hunaudieres il miglior intertempo della 499P ha replicato il dato dei test 2025. Numeri che suggeriscono un potenziale, al netto degli interventi al BoP, ancora tutto da esprimere per le Rosse e distanti 4 decimi rispetto al miglior crono della più veloce tra le 499P lo scorso anno.
Chi è andato più forte
Dei dati emersi durante i test, le differenze in velocità di punta raggruppano in 4 km/h sei Hypercar: Alpine con 345 km/h è stata la più veloce insieme a Toyota, poi Aston Martin ha raggiunto i 343 km/h, davanti ai 342 orari della Ferrari e i 341 di BMW e Genesis.
Scorrendo gli intertempi - e al netto del lavoro svolto da ogni team, in vista delle prime prove libere che si correranno da mercoledì -, nel primo settore a fare il ritmo sono tate le Aston Martin davanti alle Toyota, con parziali tra il 32”4 di riferimento della #007 e il 32”5 della Valkyrie #009 e le Toyota #8 e #7. Fuoco, con la prima 499P, nel T1 fino a Tertre Rouge ha pagato 3 decimi.
Il settore centrale, definito dall’Hunaudieres con le due varianti, premia Cadillac. Deletraz sulla #12 ha girato in 1’18”5, Bamber sulla #38 in 1’18”7, poi la terza Caddy di Taylor in 1’18”8. A seguire Alpine che con Martins ha ceduto 4 decimi, così come la Toyota di De Vries. Le Ferrari hanno lasciato 7 decimi con Ye, 8 decimi con Pier Guidi e Fuoco. L’ultimo settore, tra le curve lente di Indianapolis, Arnage, le velocissime Porsche e le chicane finali, ha riportato Aston Martin in testa: 1’34”2 il riferimento segnato da Riberas sulla #009, poi 1’34”3 per la #007 di Gamble e, solo con 1’34”5, la prima Toyota #8, seguita dalla BMW #20 a 4 decimi. Pier Guidi, con 1’34”992, ha lasciato quasi 8 decimi, un distacco simile a quello rimediato da Ye e Nielsen.
Migliori intertempi assoluti che, se fossero stati messi insieme, avrebbero confermato Aston Martin davanti a tutti con un crono teorico di 3’25”999 per la #009, 3’26”035 per la #007, seguiti dalla Cadillac a 4 centesimi, le Toyota a 2 decimi, poi ancora Cadillac e Alpine a 3 decimi.
Da queste primissime indicazioni si parte per misurare i progressi che saranno stati fatti sugli assetti, con le prime libere tra le 14:00 e le 17:00 di mercoledì.
Tutti i tempi delle tre Classi nei test