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Max ha un dubbio: Miami diversa con altre scelte?

© APS

Meglio, molto meglio rispetto alle prime tre gare della stagione. È la sintesi post-Miami che vale per Red Bull come per la Formula 1 “ricalibrata” con le modifiche sul fronte del recupero energetico dal motore termico.

Era imprevedibile un Verstappen da prima fila dopo quanto si era visto a Suzuka, eppure, una RB22 profondamente modificata e con l’ala rotante (reale eccome) ha riportato Max nella partita di testa. Non basta ancora per entrare in lotta con Antonelli ma l’impressione è che a Milton Keynes abbiano imboccato la strada giusta dello sviluppo.

Il pit-stop una decisione sbagliata

La domenica in Florida lascia in realtà poco in termini di punti, il piazzamento finale di Verstappen non cambia alla luce dei 5” di penalità inflitti per aver toccato la linea bianca in uscita dal pit-stop e per la penalità comminata a Leclerc. Avrebbe potuto incidere, invece, una decisione diersa in apertura di Gran Premio. La decisione di fermarsi in regime di Safety Car, letta con lo sviluppo che ha avuto la corsa, è stata una decisione errata.

“È un po’ un peccato quant’è successo in curva 2, ho perso il posteriore e ho provato a recuperare la macchina, contenendo i danni con quel 360 gradi. Abbiamo deciso di passare presto alle gomme dure e, col senno di poi, è stato uno stint probabilmente troppo lungo: era difficile tenere le gomme in vita”, l’esame di Max.

Ha divertito come sempre, per gli attacchi in frenata e il recupero di posizioni quando si è trovato a metà gruppo. Una gara di rincorsa e velocità, che lascia ben poco in termini di risultato assoluto. "Dovremo esaminare alcune cose, perché quand’è entrata la Safety Car si era creata una situazione perfetta: aveva compattato il gruppo e non avevo problemi di gomme spiattellate. Avrei potuto continuare”.

Perse le posizioni in avvio per l’errore in curva 2, in lotta con Leclerc, Verstappen era in una fase di recupero e aggancio al gruppetto di Colapinto e Hamilton. Rimanere in pista avrebbe potuto regalare un finale di gara più facile da gestire per la tenuta delle gomme e produrre un piazzamento migliore. Era una Red Bull da podio quella di Miami?

Red Bull in crescita

Verstappen registra i miglioramenti compiuti con gli aggiornamenti, l’impressione è che la McLaren resti ancora un passo avanti e Antonelli due, vista la fase di “battaglia” affrontata in pista.

“Il ritmo della macchina è stato migliore, penso che con le gomme dure non siamo stati così competitivi, con le medie ho sentito la macchina andare meglio. Ho fatto del mio meglio ed è andata meglio rispetto alle precedenti gare. Abbiamo trovato un po’ di velocità ma non siamo riusciti a centrare l’obiettivo”.